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La costruzione sociale del knowledge management: opportunità ed ostacoli

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V non sia soltanto un’astrazione, bensì un elemento concreto dell’esistente, esperito comunemente, ed in misura sempre maggiore, da moltissime persone nell’ambito della loro attività lavorativa. In secondo luogo, tale operazione porrà le prime basi per la discussione dell’argomento centrale del presente lavoro – il Knowledge Management, appunto, mettendo in campo alcuni concetti e riferimenti che saranno di grande importanza nel prosieguo della riflessione. La seconda parte del lavoro sarà invece completamente dedicata all’analisi delle dinamiche della conoscenza all’interno delle organizzazioni, e verterà dunque sull’identificazione degli attori sociali detentori del sapere, sulle caratteristiche della conoscenza stessa, sulla posizione che le imprese possono assumere nei confronti di tale risorsa, sulle modalità con cui il sapere si muove all’interno delle organizzazioni, sulle relazioni tra cultura, struttura e conoscenza. La configurazione di tale parte è piuttosto complessa, e le tematiche lì affrontate numerose e varie. In prima istanza, quindi, sarà delineata la prospettiva d’analisi dalla quale si analizzeranno le questioni successivamente discusse: tale prospettiva è riferibile per più d’un aspetto alla teoria della costruzione sociale della realtà, processo fondamentale di strutturazione dell’esistente, svolto alla luce della dimensione del senso attribuito dall’attore al proprio agire ed alla realtà circostante. Concetti quali definizione della situazione, attribuzione di senso, cultura, pratica, relazione di potere, istituzione, legittimazione, gioco linguistico, cerchio sociale, ruolo, interazione sociale, regola, sono chiamati in causa da un approccio che, essenzialmente, concepisce la realtà come un prodotto dell’agire e dell’interagire umano all’interno di sistemi culturali e normativi internamente regolati, sotto la mediazione del senso conferito dall’attore alle proprie azioni (pratiche e comunicative) ed al contesto stesso. Questa operazione di descrizione dell’approccio adottato consentirà quindi di esplicitare le premesse concettuali da cui muove la discussione degli argomenti affrontati, ponendo in essere sin dal primo momento alcuni costrutti di riferimento per l’intera analisi seguente. Di fatto, l’obiettivo principale di tale lavoro consiste appunto nel mettere in campo strumenti e categorie concettuali per lo studio della gestione della conoscenza nelle organizzazioni. Ciò ha importanti conseguenze: innanzitutto, permette di evidenziare l’esistenza di sistemi spontanei di gestione del sapere, difatti, in ogni realtà organizzata vigono alcune regole (tacitamente rispettate o esplicitamente promosse) circa le modalità di amministrazione della risorsa conoscenza; in seconda istanza, tale approccio consente di prendere in esame ogni singolo argomento inserendolo ed immaginandolo nell’intrico delle relazioni ed interazioni sociali che danno struttura e vita ad un qualsiasi contesto organizzativo. In questo modo, diventerà possibile mettere immediatamente all’opera quelle stesse categorie concettuali per poter così evidenziare i punti di forza ed i punti di debolezza di un sistema (spontaneo od intenzionale) di gestione del sapere organizzativo. Tra i principali costrutti che s’indagheranno vi saranno quelli di conoscenza tacita, conoscenza esplicita, conoscenza individuale, gruppale ed organizzativa, mercato della conoscenza, comunità di sapere, comunità e network di pratica, gruppo multidisciplinare, doppia trasversalità di appartenenza a cerchi sociali intraorganizzativi, flusso di conoscenza intraorganizzativo, integrazione e coordinamento, condivisione di sapere, nonché mappatura, codificazione, immagazzinamento, distribuzione e

Anteprima della Tesi di Davide Nicolotti

Anteprima della tesi: La costruzione sociale del knowledge management: opportunità ed ostacoli, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Nicolotti Contatta »

Composta da 534 pagine.

 

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