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La costruzione sociale del knowledge management: opportunità ed ostacoli

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VI generazione di conoscenza, cultura organizzativa (e sottoculture), struttura organizzativa, ruolo professionale e persona sociale, viscosità del sapere, memoria organizzativa, relazione di potere, creatività. Al termine della disamina delle questioni inerenti al trattamento della conoscenza, dunque, si sarà in grado di procedere a due operazioni: innanzitutto, sarà possibile evidenziare e delineare i tratti strutturali fondamentali di una nuova immagine organizzativa – l’organizzazione indeterminata, ossia una proiezione sul futuro delle dinamiche e delle tendenze del presente, emergenti dall’incrocio tra fattori esterni (trend socio-economici e socio-culturali) e fattori interni (trend di evoluzione delle strutture e delle culture organizzative e dimensioni identificate come cruciali per la gestione della conoscenza) alle imprese stesse. Sull’altro fronte, invece, sarà possibile descrivere le criticità cui va incontro ogni sistema per la gestione della conoscenza; in particolare, tali criticità saranno individuabili proprio per mezzo della prospettiva visuale adottata la quale, situando le problematiche organizzative a livello delle persone che per prime le esperiscono (i lavoratori comuni, principalmente), consente di cogliere gli aspetti che ostacolano la gestione del sapere, o che ne relativizzano le possibilità, riferendoli alle condizioni contestuali e contingenti in cui il sistema gestionale è applicato. Al primo obiettivo, e dunque alla rappresentazione dell’organizzazione indeterminata si giungerà in chiusura della seconda parte, tirando le fila e raccogliendo numerosi spunti della riflessione esposta precedentemente. Per meglio chiarire questo punto, l’idea che sottende a tale operazione è proprio quella espressa dalle parole “tirando le fila”: l’immagine dell’organizzazione indeterminata vuole essere una raffigurazione, un’illustrazione di una realtà potenzialmente in divenire nel futuro, individuata sulla base di alcune tra le più importanti tendenze attualmente in atto nel mondo delle organizzazioni; ciò che si farà, dunque, sarà “pinzare” tali dinamiche e tenderle in avanti, per prospettare una configurazione organizzativa ideal-tipica che potrebbe conseguire alla focalizzazione sulla conoscenza e sulla gestione di tale risorsa. Al secondo obiettivo si giungerà invece nella terza ed ultima parte del presente lavoro, in quella sede saranno illustrate alcune questioni critiche dei processi gestionali del sapere con riferimento, però, non a possibili situazioni future, bensì a dinamiche del presente. Nello specifico, in quella sezione s’identificheranno i fattori che contribuiscono alla viscosità della conoscenza, ritrovandoli principalmente in tre dimensioni: una pratica (legame tra conoscenza e proprio contesto originario di sviluppo e riferimento), l’altra culturale (memoria organizzativa/identità sociale/inerzia cognitiva), l’ultima trasversale a tali ambiti, ed inerente principalmente alle relazioni di potere e di fiducia intraorganizzative. Inoltre, si porrà l’accento su una questione pedagogica, ossia su come l’impresa orientata al sapere possa effettivamente fare in modo che questo divenga un patrimonio pubblico per i propri dipendenti, venendo acquisito ed interiorizzato da ognuno di questi (ciò mette in campo, infatti, alcune questioni di rilievo inerenti la capacità di disapprendimento dei soggetti, la loro disponibilità all’apprendimento, nonché le fattive modalità d’incameramento del sapere); connessa a tale tematica, inoltre, è quella dell’utilizzo della conoscenza appresa (difatti, si metterà

Anteprima della Tesi di Davide Nicolotti

Anteprima della tesi: La costruzione sociale del knowledge management: opportunità ed ostacoli, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Nicolotti Contatta »

Composta da 534 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.