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I villaggi turistici come forma di integrazione sociale

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4 poteva dire pi� allietante, su certe rotte operavano soltanto durante la buona stagione, linee regolari come tra Pozzuoli e Alessandria d�Egitto. I collegamenti erano assicurati da navi da carico che offrivano anche sistemazioni per passeggeri. Alcune di queste potevano trasportare oltre i cinquecento passeggeri; il posto poteva esser prenotato presso appositi uffici della citt� portuale di partenza. Nonostante la paura dei naufragi la richiesta era forte e le navi con destinazioni l�Africa settentrionale o il Medio Oriente viaggiavano al completo. Un viaggio del genere durava dai dieci ai quattordici giorni, ma, era ben poco in confronto di quanto sarebbe durato il viaggio per raggiungere la stessa destinazione via terra. I viaggi per mare non furono mai popolari nell�antichit�, l�uomo aveva una paura atavica dell�acqua: le innondazioni, le alluvioni, i grandi cataclismi che avevan sconvolto il mondo in epoca preistorica avevano lasciato nell�uomo un retaggio di terrore. Lungo le strade principali in particolare ai trivii, come anche nelle principali citt� dell�impero, si potevano incontrare delle locande; le differenze qualitative fra l�una e l�altra locanda erano notevolissime. Spesso bisognava accontentarsi di una locanda gestita da qualche levantino oppure da un emeritus (ex-soldato). Vi trovavano alloggio persone di ogni risma e provenienza, le rapine erano all�ordine del giorno e non esisteva l�igiene, nemmeno come parola sul vocabolario. Le autorit� non vi esercitavano alcun controllo. Su certe strade qualche latifondista offriva possibilit� di pernottamento e talvolta vi si poteva trovare anche un po� di comodit�. I servizi erano assicurati da servi (schiavi), i quali si prendevano cura anche del cavallo e della carrozza (i preistorici motel). Dove non c�eran locande furono talvolta eretti alberghi statali (come in Bulgaria per ordine di Nerone). In questi si poteva scegliere fra camere di prima e di seconda classe, c�era un controllo governativo ed erano in vigore prezzi fissi. Soltanto nelle citt� pi� importanti e nei centri balneari si poteva trovare qualche albergo di lusso, adatto a soggiorni prolungati e nei quali si poteva trascorrere piacevolmente il tempo, circondati da tutti gli agi. Anche se il numero dei viaggiatori all�epoca imperiale era notevole, soltanto l�uno o il due per cento della popolazione poteva permettersi il lusso di viaggiare per il proprio piacere. Sul calendario romano figuravano molte feri� (giorni di festa), ma non si sapeva che cosa fosse un periodo di vacanze, nel senso odierno della parola. Il cittadino medio non disponeva del denaro necessario per un viaggio di piacere n� lungo n� breve. I benestanti possedevano invece seconde dimore nelle quali trascorrere i mesi pi� torridi dell�estate. Queste dimore sorgevano nelle localit� pi� belle dell�Impero. Si evitava invece l�alta montagna ed anche la vicinanza ai boschi, perch� ritenuti insicuri. A sud di Roma si succedevano localit� costiere molto frequentate; la pi� bella era Anzio arricchita da ville
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I villaggi turistici come forma di integrazione sociale

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Informazioni tesi

  Autore: Ash Ilardi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Luisa Maniscalco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

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Parole chiave

relazioni sociali
vacanze attive
turismo
villaggi turistici

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