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Le metamorfosi delle sentenze interpretative di rigetto

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INTRODUZIONE La Corte costituzionale, più di ogni altro organo, è preposta a “vigilare” sulla legittimità dell’ordinamento giuridico, e proprio per questo svolge un continuo, capillare lavoro di esegesi delle disposizioni della Carta Fondamentale per verificare se il nostro sistema normativo rispecchia quei principi che sono già in essa contenuti. In questo senso, <>. Tuttavia, per poter svolgere sempre meglio il suo compito di controllo della conformità a Costituzione della produzione normativa, la Consulta ha affinato i “mezzi” a sua disposizione e ha finito con l’esercitare la propria attività interpretativa non solo sui testi di rango costituzionale, ma anche su quelli di rango legislativo; attività, quest’ultima, in cui è concorrente con i giudici comuni. Così è nata la categoria delle sentenze interpretative. Tra esse, quelle di rigetto meritavano un’attenzione particolare perché costituiscono uno degli strumenti più dibattuti, più contrastati di cui disponga la Corte, tanto più che qualche giurista, rilevandone (ingiustamente) l’inutilità, è arrivato ad auspicarne il declino. Simili prese di posizione sembrano non accorgersi che proprio questo 1 A. SPADARO, Le motivazioni delle sentenze della Corte come “tecniche” di creazione delle norme costituzionali, in Nomos, 1993, 3, pag. 88.

Anteprima della Tesi di Silvia Forcolin

Anteprima della tesi: Le metamorfosi delle sentenze interpretative di rigetto, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Silvia Forcolin Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.