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La politica per l'impresa turistica nell'economia europea tra innovazione tecnologica e nuove professionalità

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1. L‘IMPRESA TURISTICA NELL'ECONOMIA EUROPEA irreversibile: basti ricordare i progressi compiuti dall’Irlanda, che - inizialmente compresa tra i Paesi meno prosperi dell’Unione con un PIL pro capite pari soltanto al 70% della media comunitaria - ha raggiunto nel corso degli anni un livello superiore al 14% della stessa. Sono, inoltre, da segnalare anche ampie divergenze all’interno delle singole nazioni: le regioni più prospere evidenziano un PIL medio pro capite del 60% superiore alla media dell’UE e quelle meno favorite registrano un livello di quasi il 40% inferiore 13 (Commissione Europea, 2001). In particolare, queste ultime si possono distinguere in due gruppi: alcune con tassi occupazionali vicini alla media europea o addirittura superiori ad essa ma con gravi ritardi in termini di produttività (Portogallo, Grecia e Germania orientale); altre sia con una produttività minore al resto dell’Unione, sia con livelli di occupazione addirittura inferiori alla media europea (Spagna ed Italia meridionale), che rappresentano la causa più importante del PIL pro capite modesto. Ciò conferma che, seppure notevoli passi siano stati già compiuti verso il conseguimento dell’obiettivo strategico che l’Unione Europea ha sottolineato in occasione del Consiglio Europeo di Lisbona del 2000 - ossia quello di diventare l’economia della conoscenza più competitiva e dinamica al mondo, capace di garantire maggiori e migliori posti di lavoro e di raggiungere una coesione sociale più forte - non è stato ancora ottenuto uno sviluppo equilibrato dello spazio comunitario. Il compito principale della politica economica dell’Unione Europea è di accrescere il benessere dei suoi cittadini attuali e futuri mediante un’espansione durevole e sostenibile dell’attività economica. A tal fine, le priorità possono essere differenti tra uno Stato e l’altro, a causa della diversità dei risultati, delle prospettive, delle strutture e delle istituzioni, ma l’azione comunitaria deve fondarsi su una strategia globale di politica economica ben definita, che incrementi la capacità dei Paesi di rispondere all’avvicendarsi degli eventi congiunturali, nel breve periodo, e di migliorare le condizioni di punti percentuali in entrambi i casi e per il Portogallo di 17 punti percentuali. Nonostante il divario complessivo nel PIL pro capite dei tre paesi nei confronti del resto dell’Unione si sia ridotto di un terzo nel periodo considerato, al ritmo attuale di convergenza ci vorranno ancora dai venti ai trent’anni perché esso si colmi interamente. 13 Il 10% delle regioni con il PIL pro capite più elevato è in gran parte costituito dalle capitali settentrionali, come Londra o Parigi, e dalle più prospere regioni meridionali tedesche e settentrionali italiane. Il 10% delle regioni con il PIL pro capite più basso sono situate in Grecia (ad esempio, Ipeiros), nei DOM francesi, oltre che in alcune regioni del Portogallo (Azzorre), della Spagna e dell’Italia meridionale (Calabria).

Anteprima della Tesi di Nunzio Siani

Anteprima della tesi: La politica per l'impresa turistica nell'economia europea tra innovazione tecnologica e nuove professionalità, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Nunzio Siani Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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