Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La revisione

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

nulla è dato fare nel caso in cui incoerenze sorgano per altre circostanze: si pensi all’eventualità in cui una stessa persona sia condannata per reati commessi in contesti temporali e spaziali inconciliabili – ad esempio, Tizio, autore di una rapina a Milano nell’ora x del giorno y, non può aver commesso nello stesso istante un omicidio a Roma. La lettera della norma appare, in proposito, eloquente nel circoscrivere l’esperibilità del mezzo all’ipotesi che «due persone (siano) condannate per uno stesso crimine, con due sentenze, che non possono conciliarsi» (art. 688 c.p.p.), con la conseguenza che, nel caso prefigurato, Tizio non avrà strumenti per contestare un, pur evidente, conflitto teorico di giudicati. Il ricorso alla revisione è, poi, ammesso se, dopo una condanna per omicidio, si accerti l’esistenza in vita della persona offesa dal reato (art. 689 c.p.p.). La ratio della fattispecie qui prefigurata è da ricercarsi nell’insussistenza del fatto, sicché, una volta verificata l’esistenza in vita della presunta vittima 16 , l’esito del giudizio rescindente non potrà essere che l’annullamento della sentenza di condanna. Terza e ultima fattispecie, rilevante ai fini dell’impugnazione della sentenza definitiva, è quella, infine, della falsa testimonianza, quella cioè che si verifica quando uno o più testimoni del processo a quo abbia deposto falsamente (art. 690 c.p.p.). La condanna emessa sulla scorta di falsa testimonianza è soggetta a revisione, a condizione, tuttavia, che le dichiarazioni incriminate siano state rese a carico del condannato, a prescindere che il testimone appartenesse alla lista del p.m., della parte civile, o dell’imputato stesso. Ai sensi dell’art. 690, 1° co. c.p.p., l’esecuzione della sentenza di condanna è sospesa, allorché sia stata formulata l’imputazione di falsa testimonianza o reticenza e «l’accusa per questo reato sia stata ammessa» o «siasi soltanto rilasciato contro i testimoni mandato di cattura». Il favor rei impone in questo caso di non procedere all’esecuzione della decisione, a causa di un quadro probatorio generale non sufficientemente chiaro. La norma si applica, tuttavia, limitatamente alla condanna «alle pene di cui all’art. 688 del presente codice» (art. 690, 1° co. c.p.p.) 17 . 16 Naturalmente, è sufficiente anche che costui sia stato riconosciuto vivo dopo il presunto fatto d’omicidio, nonostante poi sia venuto a morire per altra causa: è chiaro come in tale eventualità venga meno l’ordinario nesso di causalità tra il fatto e l’evento. 17 Segnatamente quelle «dell’ergastolo, della interdizione perpetua dai pubblici uffici, della reclusione o della detenzione per un tempo maggiore dei cinque anni»; per quanto riguarda invece l’ammissibilità dell’impugnazione si fa riferimento, anche in questo caso, all’art. 20 del decreto 1 dicembre 1889 n. 6509.

Anteprima della Tesi di Alessio Matarazzi

Anteprima della tesi: La revisione, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessio Matarazzi Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7070 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 23 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.