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Stephen Toulmin ''neo-umanista'': scienza, etica e retorica

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Moore attaccò anche la tesi berkeleyana secondo cui "non c'è distinzione tra l'esperienza e il suo contenuto, [poiché ciò che] noi percepiamo non esiste indipendentemente dalla percezione che ne abbiamo." 10 . A tale idea che la realtà è soggettiva, spirituale o mentale, Moore contrappose la convinzione che gli oggetti della conoscenza (incluse le proposizioni), esistono indipendentemente dall'essere conosciuti. Perché conoscere qualcosa, sia per mezzo della percezione sia per mezzo del pensiero, è un atto completamente distinto dall'oggetto di quella conoscenza; è una relazione cognitiva esterna all'oggetto della conoscenza. 11 Durante la sua crociata contro l'idealismo, Moore invocò più volte l'aiuto dell'"analisi" senza tuttavia essere molto esplicito riguardo a cosa intendesse per essa: "talvolta, sembra, l'analisi è di proprietà o di universali, talvolta di concetti, e talvolta dei significati delle espressioni." 12 . Ma tale ambiguità si spiega considerando che per Moore il significato di una espressione, quello per cui l'espressione "sta", è proprio un concetto, risultando in tal modo naturale assimilare i concetti alle proprietà e fornire un quadro dell'analisi in cui non si analizza il linguaggio, ma un'entità oggettiva significata dalle espressioni linguistiche: L'analisi del significato di "X" era variamente caratterizzata come essere: (i) la specificazione dei concetti costitutivi nei quali il concetto di X può essere decomposto; (ii) la specificazione di quello che uno vede con gli occhi della mente quando vede il significato di X (cioè il concetto di X) – per esempio, una proprietà comune che può essere semplice e non analizzabile o analizzabile nei suoi costituenti; (iii) la specificazione di come un certo concetto è collegato a, e differenziato da, altri concetti. Lontano dall'indirizzare la filosofia nella direzione dello esame minuzioso del linguaggio e dei suoi usi, Moore distinse nettamente tra conoscere il significato di un'espressione, conoscere la sua definizione letterale e conoscere il suo uso, da una parte, e conoscere l'analisi del suo significato (o conoscere l'analisi del concetto espresso da una data espressione linguistica), dall'altra. Egli sceverò tra sapere il significato di un'espressione, nel senso di avere il concetto davanti agli occhi della mente, ed essere in grado di analizzarne il significato – cioè, essere capace di dire quali sono i suoi costituenti ed in che modo è distinto dagli altri concetti collegati. 13 In realtà more era consapevole del fatto che l'analisi così concepita non sarebbe possibile senza l'esistenza di diverse espressioni verbali significanti tutte il medesimo concetto, ed in effetti il suo metodo analitico si risolveva nella comparazione e contrapposizione degli usi del linguaggio, nella parafrasi dei termini concettuali complessi, smentendo nei fatti il suo intento di analizzare un concetto senza curarsi del linguaggio con cui è espresso: L'esito dell'analisi [mooreana] era o la rivelazione che un dato concetto è semplice e non analizzabile (come nel caso di "bene") o la specificazione di un insieme di concetti la combinazione dei quali è equivalente all'analysandum. Quest'ultimo caso impegnò Moore nella rappresentazione linguistica dell'analisi dei concetti complessi nei loro elementi per mezzo di una equivalenza parafrastica, una concezione che in pratica convergeva nella visione generale dell'analisi logico linguistica negli anni '20 e '30. 14 Moore, comunque, ammetteva francamente di non poter spiegare intelligibilmente come accade che mettendo in rilievo l'identità di due forme concettuali attraverso la relazione parafrastica si giunga a chiarire il significato di una delle due; non era nemmeno in grado di dire con sicurezza cosa rappresentasse un'analisi corretta e cosa no. Il malcontento nei 10 WPAP, 7. 11 WPAP, 7. 12 WPAP, 7. 13 WPAP, 7. 14 WPAP, 8.

Anteprima della Tesi di Fabrizio Moneti

Anteprima della tesi: Stephen Toulmin ''neo-umanista'': scienza, etica e retorica, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabrizio Moneti Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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