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Stephen Toulmin ''neo-umanista'': scienza, etica e retorica

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Capitolo 1 IL CONTESTO STORICO-FILOSOFICO 1.1. La filosofia analitica Le posizioni di Stephen Toulmin in filosofia della scienza e in etica, che esporremo articolatamente nei capitoli due e tre del presente lavoro, divergono radicalmente da quelle degli empiristi logici, e si collocano nel filone della "filosofia del linguaggio ordinario" inaugurato da Ludwig Wittgenstein (1889-1951). La filosofia del linguaggio ordinario rappresenta l'ultimo sussulto del grande movimento filosofico-analitico che dall'inizio del secolo e per i successivi settantacinque anni ha dominato la riflessione filosofica, facendo del ventesimo secolo filosofico l'era del linguaggio e della logica. La concezione analitica della filosofia rappresenta un atteggiamento metodologico generale più che una "scuola" rigidamente definita, e precisamente la convinzione che i tradizionali problemi filosofici possono essere affrontati solo analizzando il linguaggio con il quale sono stati formulati ("svolta linguistica" o linguistic-turn), stabilendo dunque una stretta connessione tra il linguaggio e il pensiero: solo tramite il primo si può chiarire il secondo. L'analisi è condotta con chiarezza e rigore (meglio sollevare questioni che proporre soluzioni o teorie) utilizzando (ma non esclusivamente né preferibilmente) la logica formale, allo scopo di eliminare problemi apparenti o confusioni tra regole linguistiche di ambito e livello differente (fine "terapeutico" dell'analisi). Questa prospettiva filosofica ha caratterizzato l'ambiente accademico anglofono di questo secolo, influenzando anche pensatori di altri paesi, ma senza mai rimanere uguale a se stessa, anzi evolvendosi in forme via via differenti. Le varie correnti della filosofia analitica nel loro sviluppo storico sono ricondotte da Hacker 1 a due filoni principali: una radice (russelliana) del nuovo pensiero è logico- analitica, in quanto impegnata nell'analisi logica dei fenomeni oggettivi attraverso i nuovi formalismi introdotti da Frege, Russell e Whitehead. In questa accezione l'analisi si risolve essenzialmente nella scomposizione di un complesso nei suoi elementi assolutamente semplici, primi e certi, allo scopo di fondare il sapere. L'altra radice (mooreana) è analitico- concettuale, in quanto caratterizzata dall'analisi di concetti oggettivi (indipendenti dalla mente che li considera) piuttosto che di "idee" o "impressioni" soggettive. Per George Edward Moore (1873-1958), a differenza di Bertrand Russell (1872-1970), analisi significa chiarificazione di un complesso nelle sue strutture contestuali senza l'aspirazione di pervenire alla determinazione degli elementi assolutamente semplici. Così, al russelliano "atomismo logico", che divenne il modello interpretativo del Tractatus 2 di Wittgenstein ed uno dei precedenti immediati del neopositivismo, si contrappone la difesa mooreana del senso comune. Non si tratta in quest'ultima di determinare attraverso l'analisi gli elementi primi e certi del sapere, bensì di penetrare il significato di quelle convinzioni e credenze del senso comune che, vivendo, sono accettate anche da quei filosofi che elaborano poi speculativamente dottrine molto distanti dal senso comune. Non è del tutto ingiustificato, quindi, collegare il nome di Russell con l'analisi di stampo neopositivistico e quello di Moore con le correnti analitiche più strettamente inglesi, che si affermarono nel secondo dopoguerra. In entrambe le visioni dell'analisi il riferimento costante all'oggettività di ciò che viene analizzato, considerato indipendente dai contenuti mentali dell' "analista", denota l'iniziale orientamento anti-psicologistico della filosofia analitica, la cui opera di chiarimento 1 P. M. S. HACKER, Wittgenstein's Place in Twentieth Century Analytic Philosophy, Oxford, Oxford University Press, 1995, p. 4 (d'ora in avanti mi riferirò a questo libro con la sigla WPAP, seguita dal numero delle pagine). 2 L. WITTGENSTEIN, Tractatus Logico-Philosophicus (1921), trad. ingl. a cura di D. F. Pears e B. F. McGuiness, New York, Routledge & Kegan Paul, 1974, trad. it. Tractatus logico- philosophicus e Quaderni 1914-1916, Torino, Einaudi, 1964.

Anteprima della Tesi di Fabrizio Moneti

Anteprima della tesi: Stephen Toulmin ''neo-umanista'': scienza, etica e retorica, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabrizio Moneti Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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