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Riforma degli ordini e specificità degli architetti

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L’Organizzazione delle professioni albo o un elenco (a questa regola generale, prevista c.d. dall’art. 2229 del c.c., fa eccezione il caso dei revisori contabili, professionisti per i quali non esiste un Ordine, ma sono previste attività esclusive e riservate). L’esercizio professionale incide, in questi casi, su rilevanti interessi generali spesso direttamente tutelati dalla Costituzione, o ad essa connessi, e quindi su diritti fondamentali (ad esempio, il diritto alla salute, alla salubrità dei luoghi di lavoro, il diritto alla difesa, il diritto all’ambiente, il diritto alla pubblica incolumità). Possiamo riassumere, come proposto di seguito, i caratteri generali delle professioni protette (o libere): ™ Intellettualità (prevalenza della componente intellettuale rispetto a quella manuale che, per esempio, prevale – quest’ultima - nell’attività artigianale); ™ Indipendenza (subordinazione alle sole norme scientifiche della propria disciplina, col fine che il professionista risulti utile al cliente e contemporaneamente rispettoso delle leggi che tutelano gli interessi della collettività); ™ Libertà economica (in tempi passati i professionisti appartenevano a ceti benestanti che non necessitavano di essere retribuiti, trattandosi, secondo la concezione antico-romana, non di lavoro ma di operae liberales, cioè attività che richiedevano solo manifestazioni di riconoscenza. L’esigenza, oggi, di garantire la libertà economica è motivo per cui sono state create le tariffe professionali approvate per legge, con divieto di concorrenza tra professionisti, sul prezzo del servizio); ™ Fiduciarietà (il cliente, libero di scegliere nell’ambito degli iscritti all’Albo, sceglie il professionista avendo fiducia nella sua competenza tecnica e nella moralità del suo comportamento). Il secondo tipo di professioni comprende quelle riconosciute, ovvero disciplinate dalla legge, per l’inerenza ad esse di interessi rilevanti sul piano sociale, anche se non riconducibili in modo diretto ai principi prima richiamati. Il terzo tipo di professioni è dato dalle professioni non regolamentate, ma presenti sul mercato del lavoro a volte anche attraverso le proprie associazioni. Si tratta delle nuove professioni, frutto della proliferazione del terziario verificatasi a partire dagli anni Ottanta e che oggi tendono a reclamare il riconoscimento pubblico (Teresi, F., Professioni, in “Dig. Disc. Pubbl.”, vol. XII, 1997, 6).

Anteprima della Tesi di Vincenzo Sciacca

Anteprima della tesi: Riforma degli ordini e specificità degli architetti, Pagina 10

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Vincenzo Sciacca Contatta »

Composta da 267 pagine.

 

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