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Riforma degli ordini e specificità degli architetti

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Introduzione L’architettura è l’arte sociale per eccellenza. Pretendere la qualità del costruire è, prima ancora che un imperativo etico, un concreto interesse per l’intera collettività. E’ nota la metafora del Filarete che nel suo Trattato giunse a sostenere l’indispensabilità del “padre”, oltre che della “madre”, per la nascita di un edificio, vale a dire (più genericamente) del committente che promuove una qualunque opera, oltre che dell’architetto che la concepisce. Committenza che, sia essa pubblica o privata, viene tutelata dalla stessa Carta Costituzionale con il previsto esame di Stato, dovendo gli Ordini tutelare i cittadini sulla qualificazione dei professionisti iscritti agli Albi. Il professionista, infatti, nello svolgimento delle sue attività è per legge sottoposto ad un controllo delle proprie capacità professionali. Controllo che va oltre il conseguimento di un titolo di studio, nonché una vigilanza delle sue qualità morali. Lo Stato ha delegato questi compiti di sorveglianza agli Ordini (enti di diritto pubblico, dotati di personalità giuridica), che costituendo anche espressione della volontà manifestata dagli iscritti, dovrebbe soddisfare contemporaneamente l’interesse dello Stato al corretto svolgimento dell’attività professionale nonché l’interesse degli iscritti all’Albo mediante la tutela della loro dignità e del loro decoro. L’argomento oggetto della presente ricerca trae spunto da queste ed altre considerazioni per giungere ad una analisi sull’ordinamento professionale dell’Architetto, oggi vigente in Italia. In altre parole si vuole comprendere lo stato dell’arte anche attraverso un confronto con gli altri paesi membri UE, volendo considerare le esigenze di mercato in continuo cambiamento ma anche la recente riforma federalista in atto nel nostro paese. La professione di Architetto rientra tra le cosiddette “professioni intellettuali”, cioè fra quelle attività lavorative autonome “protette”, ovvero disciplinate da Ordini professionali sotto la vigilanza dello Stato. A pieno titolo il nostro paese rientra in quest’ultimo e risulta essere interessante l’individuazione di caratteristiche comuni e principali differenze tra i vari modelli di ordinamento professionale. Negli anni dell’integrazione politica ed economica, l’Unione Europea ha dato la spinta definitiva al cambiamento delle professioni tecniche, mediante l’emanazione di due importanti normative: la Direttiva 85/384 sulla formazione di Architetto e la Direttiva 92/50 inerente la prestazione di servizi attinenti la progettazione per le opere pubbliche. Altro spunto per analizzare l’argomento in oggetto è stata l’ “indagine conoscitiva nel settore degli ordini e collegi

Anteprima della Tesi di Vincenzo Sciacca

Anteprima della tesi: Riforma degli ordini e specificità degli architetti, Pagina 2

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Vincenzo Sciacca Contatta »

Composta da 267 pagine.

 

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