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Riforma degli ordini e specificità degli architetti

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L’Organizzazione delle professioni Tale prestazione ha quale carattere principale l’impiego di intelligenza e cultura in misura prevalenti rispetto all’uso di eventuale lavoro manuale (sempre presente, ma in modo più o meno intenso). E’ significativo, a dimostrazione dell’importanza di tale requisito, che in antichità, le operae liberales, per il loro intrinseco pregio, non potessero essere oggetto di una valutazione economica (spiegheremo meglio questo concetto all’inizio del paragrafo successivo). L’aspetto economico ha sempre carattere secondario di fronte alla salvaguardia delle esigenze morali e dell’interesse del cliente. Il cliente affida al professionista elementi importanti della sua personalità, così che i loro rapporti si stabiliscono su un piano più umano che economico. Accanto all’intellettualità, è dunque da sottolineare la delicatezza morale della prestazione, che incide su interessi strettamente personali di soggetti privati. Questo requisito è visibile, più che in altri casi, nelle professioni di medico e avvocato. L’autonomia è assieme all’intellettualità ed alla professionalità, il terzo elemento caratterizzante della professione intellettuale. L’esercizio di quest’ultima è utile alla società e costituisce un bene prezioso da salvaguardare. Di conseguenza i risultati che i professionisti raggiungono, attraverso l’esercizio della propria attività lavorativa, costituiscono fini di pubblico interesse: il professionista viene, lavorando, ad esercitare una attività di pubblico interesse di cui si possono fare innumerevoli esempi. E’ impossibile poter definire questi fini pubblicistici con una sola frase, perché l’unico elemento che li accomuna è la pubblica utilità in essi insita. Così, ad esempio, l’attività esplicata dagli avvocati è indispensabile per l’amministrazione della giustizia quanto quella del giudice, perché gli avvocati e i procuratori, difensori delle parti, forniscono al giudice tutti gli elementi di fatto e di diritto, attraverso i quali deve essere esplicata la funzione giurisdizionale che gli compete. La professione forense, nel consente dunque ai cittadini di avvalersi della giustizia, perché anche i difensori, rendendo possibile l’opera istruttoria del giudice, partecipano alla formazione del giudizio e quindi cooperano con la giustizia. Per i notai, il fine pubblico perseguito è ravvisabile nella pubblica fede, in quanto si tratta di accertare, in forma autentica, la veridicità di certi fatti aventi rilevanza giuridica. Per i medici, la finalità è costituita dalla sanità pubblica, che concretamente viene salvaguardata attraverso le cure, delle

Anteprima della Tesi di Vincenzo Sciacca

Anteprima della tesi: Riforma degli ordini e specificità degli architetti, Pagina 8

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Vincenzo Sciacca Contatta »

Composta da 267 pagine.

 

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