Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Controlli di vigilanza e sviluppo dei conglomerati finanziari

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

12 1.4 Le caratteristiche degli intermediari finanziari non bancari Se passiamo ad analizzare il comparto degli intermediari finanziari non bancari, possiamo notare che le principali caratteristiche operative e quindi le rispettive implicazioni per la regolamentazione sono diverse 10 . 1) Anzitutto sia il rischio sistemico sia i problemi di contagio sono di importanza ridotta. Ciò non significa che il fallimento di una compagnia assicurativa o di un fondo comune di investimento non abbia alcuna conseguenza sui mercati, ma talvolta i costi possono essere limitati a quei sottoscrittori che sono stati poco prudenti. Si presume, tuttavia, una certa capacità degli investitori nel selezionare la controparte. 2) Gli intermediari finanziari non bancari non partecipano al sistema dei pagamenti (o comunque ciò avviene in misura ridotta rispetto alle banche) e quindi non si pongono problemi a tal proposito. Inoltre, poiché non opera un creditore di ultima istanza, non esistono rischi di moral hazard. 3) Un’ulteriore differenza si riferisce alla composizione del portafoglio in termini di attività e passività; le prime sono più facilmente liquidabili, dotate di un proprio mercato secondario e perciò negoziabili. Inoltre le società di intermediazione hanno una composizione più dinamica dei propri assets, con un tasso di rotazione significativo, attraverso operazioni di mercato, nuove sottoscrizioni e la normale attività di trading. D’altra parte, però, non bisogna pensare che il portafoglio delle banche sia immutabile; in effetti, in tempi più recenti, anche le banche, diventate maggiormente dipendenti dai mercati dei capitali, hanno modificato almeno in parte la gestione dei propri portafogli. 4) Un’altra importante considerazione riguarda i diversi rischi assunti: per le banche si tratta essenzialmente di far fronte al rischio di credito e al rischio legato a forme di runs o corse allo sportello che possono danneggiare o comunque indebolire l’intero sistema, mentre le società d’intermediazione e gli altri intermediari finanziari devono fronteggiare prevalentemente rischi di mercato. 10 Goodhart C. e altri, “Financial Regulation – Why, how and were now?”, Routledge, Londra, 1998, pagg. 11-12.

Anteprima della Tesi di Andrea Uselli

Anteprima della tesi: Controlli di vigilanza e sviluppo dei conglomerati finanziari, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Uselli Contatta »

Composta da 197 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5016 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.