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Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea

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Chiara Ghidelli, matr. 554476. Tesi di Laurea in Lingua e Civiltà greca, “Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea”. Introduzione. VI giuramenti ma li violerà, si liquefaccia e scompaia come il kolosso/j, lui e la sua famiglia e i suoi beni” 7 . Il kolosso/j ha funzione, in questo caso, di proiettare i vivi nel mondo dei morti qualora non prestino fede ai giuramenti. Vernant nota che, in entrambi i casi, il kolosso/j appare essere un “doppio”: esso è una delle forme che può prendere la yuxh/, l'anima del defunto, quando si rende visibile agli occhi dei vivi e presente nel loro mondo. Nel rituale dei supplici, infatti, si stabilisce col morto sconosciuto un legame di ospitalità: la yuxh/ del morto risale alla luce e tramite il kolosso/j, suo “doppio”, si fissa all'interno della casa; una volta terminato il pasto comune si allontana da casa la yuxh/, segno della presenza del morto, fissando la statuetta alla terra. Nel caso del giuramento, invece, i vivi votano se stessi alla morte se saranno spergiuri: i kolossoi/ rappresentano i vivi sotto forma di “doppi”, è un simbolo di se stessi che i coloni lanciano nel fuoco. Entrambi questi fenomeni, kolosso/j e yuxh/, appartengono a una categoria più ampia, alla quale si applica il termine di ei)/dwla, immagini, che comprende anche l’immagine del sogno (o)/neiroj), l’ombra (skia/) e l’apparizione soprannaturale (fa/sma). Tutti questi fenomeni, nella cultura della Grecia arcaica, sono percepiti dalla mente nel medesimo modo e hanno lo stesso significato: 7 SEG, IX, 3, r. 46-48, to\m mh\ e)mme/nonta tou/toij toi=j o(rki/oij a)lla\ parbew=nta katalei/besqai/ nin kai\ katarre\n w(/sper to\j koloso/j, kai\ au)to\n kai\ go/non kai\ xrh/mata.

Anteprima della Tesi di Chiara Ghidelli

Anteprima della tesi: Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Ghidelli Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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