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Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea

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Chiara Ghidelli, matr. 554476. Tesi di Laurea in Lingua e Civiltà greca, “Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea”. Introduzione. VII “perciò è lecito parlare… d’una vera e propria categoria psicologica, la categoria del doppio” 8 . Un doppio, un ei)/dwlon, inteso in questo senso, non è dunque né un’entità oggettiva né un prodotto soggettivo della mente, ma è una realtà esterna al soggetto che, nella sua stessa apparenza, si oppone agli oggetti consueti della vita: si rivela, contemporaneamente, presente nella realtà ma estraneo a essa, in quanto appartenente a un altro mondo, inaccessibile. Un esempio esplicativo di questo tipo di fenomeni si trova nell’Iliade, quando Achille vede, mentre sta dormendo, il suo amico defunto 9 . L’immagine che Achille vede è, come nel caso del sogno, in piedi sopra la sua testa, ma non si tratta di un sogno, bensì della yuxh/ stessa di Patroclo che viene a rimproverare l’amico perché trascura i suoi funerali: l’ei)/dwlon è del tutto simile a Patroclo in persona, nella statura, negli occhi belli, nella voce e persino nelle vesti, ma quando Achille tenta di abbracciarlo si rivela inconsistente come il fumo, come un’ombra. Vernant cita anche alcuni altri esempi per esplicare la funzione simbolica del kolosso/j: nell’Alcesti di Euripide 10 , quando la protagonista si accinge a scendere negli Inferi, il marito Admeto promette che si farà costruire un’effigie di 8 VERNANT, Mito e pensiero… cit., p. 348. 9 Iliade, XXIII, 59-107. 10 EURIPIDE, Alcesti, vv. 348-356.

Anteprima della Tesi di Chiara Ghidelli

Anteprima della tesi: Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Ghidelli Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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