Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le aree valutarie ottimali: la realtà dell'Ume

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Capitolo primo – Le Aree Valutarie Ottimali nella letteratura recente. - 1.1 Premessa Dopo che si è deciso di costituire l’Unione Monetaria Europea (UME), alla quale inizialmente parteciperanno 11 Stati membri dell’Unione Europea (EU), la questione se la suddetta singola area valutaria presenta le potenzialità di un’area valutaria ottimale acquista reale importanza ed inoltre ha dato impulso a nuovi lavori dal punto di vista teorico da parte di quegli economisti interessati alle problematiche inerenti a tali tipi di studi. Infatti, in seguito ai piani per la formazione dell’UME durante gli anni ’90, ciò ha dato impulso ad un rinnovato interesse per gli studi empirici e teorici sulle aree valutarie ottimali. Spostandoci oltreoceano, recentemente tale problematiche sono state affrontate riguardo i rapporti tra Canada e Stati Uniti e da più parti è giunta la proposta della realizzazione di una moneta unica anche tra le due aree citate in pre (USA e Canada). Gli sviluppi avvenuti durante gli anni ’90 hanno ancora una volta confermato che, considerando le crisi finanziarie succedutesi in un numero crescente di economie, i sistemi di cambio fissi e stabilizzati possono improbabilmente essere sostenuti in un mondo economico con ampi e fluttuanti flussi di capitali, se si considera l’eccezione per quelle aree monetarie al cui interno fluttuano più monete rappresentative di economie simili le quali possono decidere di utilizzare una moneta unica fissando in modo definitivo le loro monete a quest’ultima proprio attraverso un sistema di cambi fissi. Qualsiasi disquisizione sull’argomento non può non tener conto del contributo di Mundell per quanto attiene la teoria delle Aree Valutarie Ottimali. Il problema cardine è che se un definito insieme di paesi o regioni sono esposti a shock asimmetrici reali allora il processo di aggiustamento, in presenza di rigidità nominali, richiederà un meccanismo basato sul tasso di cambio o una maggiore mobilità dei fattori di produzione, oppure una combinazione dei due? A dispetto di tali shock e

Anteprima della Tesi di Michelangelo Greco

Anteprima della tesi: Le aree valutarie ottimali: la realtà dell'Ume, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Michelangelo Greco Contatta »

Composta da 179 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3129 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.