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Invecchiamento della popolazione, stato sociale e assistenza agli anziani

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Molto meno complessa in proposito appare l’analisi dell’Eurostat, che assume una ripresa del Tft più graduale, molto più contenuta nel primo decennio (1.36 contro 1.40 dell’Istat) e, in generale, una crescita quasi lineare nel cinquantennio. Sebbene l’Eurostat sia alla fine più ottimista sulla ripresa della natalità in Italia (1.50 nel 2050), un Tft inferiore a quello assunto dall’Istat nei primi 15-20 anni e flussi di immigrazione più contenuti producono un effetto peggiorativo sull’indice di dipendenza degli anziani rispetto a quello prodotto dalle ipotesi assunte dall’Istat. Nel complesso, le indicazioni dell’Eurostat si pongono in posizione intermedia, ma più vicina a quella dell’Istituto italiano, in ragione del coordinamento attuato sugli esercizi previsivi e al quale si è accennato sopra. Evoluzione della popolazione Nell’ipotesi centrale, al 2050 la popolazione italiana risulterà ridotta del 9% rispetto al 2000, i 4/5 del calo matureranno a partire dal 2030; tale contrazione sarà essenzialmente dovuta al calo della natalità, che non compenserà il numero dei morti. Il flusso dei nati segue l’effetto sulla struttura demografica della generazione del baby boom, dalle quali deriva dapprima un aumento del numero delle donne in età fertile e delle nascite, poi un calo più accentuato della natalità e quindi l’afflusso di un più elevato numero di anziani. La popolazione in età attiva diminuisce progressivamente passando dai circa 36 milioni del 2000 ai 26 milioni circa del 2050 (-27.6%), per effetto del calo della natalità in atto sin dagli anni ’70. La popolazione anziana, cioè quella da 65 anni di età e oltre, il cui numero non dipende dalla natalità nei prossimi anni, crescerà senza sosta almeno fino al 2045, anno nel quale il suo numero raggiungerà i 18.5 milioni, prima di contrarsi a circa 18 milioni per effetto delle morti nella generazione del baby boom. L’aumento degli anziani risulterà così, nel picco, del 78% rispetto al 2000; essi costituiranno allora il 34.8% della popolazione italiana. Ma è l’intera struttura della popolazione a subire un processo di invecchiamento: non solo aumenta il numero assoluto e relativo degli anziani, ma la stessa distribuzione della popolazione in età di lavoro si sposterà verso le coorti di maggiore età: nell’ambito della riduzione dell’incidenza della fascia di età da 20 a 65 anni, il calo di gran lunga più rilevante

Anteprima della Tesi di Carlo Di Marzio

Anteprima della tesi: Invecchiamento della popolazione, stato sociale e assistenza agli anziani, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Carlo Di Marzio Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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