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Strumenti ''ibridi'' partecipativi: profili tipologici

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INTRODUZIONE -6- ritenute frequentemente come la forma intermedia tra “azione” e “obbligazione” più comune 8 , le quali, se da un lato attribuiscono tutti i diritti normalmente ricollegati ad un prestito obbligazionario, dall’altro sono munite “di un diritto di opzione, esercitabile da parte del possessore, alla conversione del valore di rimborso dell’obbligazione in valore di acquisto o sottoscrizione di azioni dell’emittente (procedimento diretto) o di altre società (procedimento indiretto)” 9 . Ancora più al confine tra azioni ed obbligazioni si colloca la nuova disciplina delle azioni di risparmio, così come riformata dagli artt. 145 ss. del Testo unico delle disposizioni in materia di finanziamento: le obbligazioni, cit. p. 262 ss. Nella nostra letteratura sottolinea il carattere di “prestazioni di rischio” dei prestiti subordinati ed irredimibili, PORTALE, “Prestiti subordinati� e �prestiti irredimibili�, in Banca borsa tit. cred., 1996, I p. 6 ss.. 8 V. LIBONATI, Titoli di credito e strumenti finanziari, cit., p. 228 (“Gli è che l’obbligazione convertibile ha in se un valore potenziale che la che la individua e la connota ab origine, come modello bivalente in sequenza, dapprima obbligazione e poi (a scelta dell’investitore) azione, ma pronto fin dal primo momento, quando è obbligazione, ad essere azione, in un contesto di procedure e di discipline prestabilite e già operative”). Si è osservato, peraltro che l’obbligazione convertibile è solo economicamente e non anche giuridicamente una figura intermedia tra l’azione e l’obbligazione, poiché diritti corporativi esistono solo dal momento in cui viene esercitato il diritto di conversione, mentre prima di tale momento la posizione del titolare è quella di un mero obbligazionista: così LUTTER, in Kolner Komm. Zum Aktiengesetz, 2 ed., Bd. 5/1, Koln-Berlin, 1995, par. 221, Rdn. 92, p. 549; in senso analogo nella nostra letteratura, CAMPOBASSO, Le obbligazioni, cit., pp. 446-447, il quale ritiene “inaccettabile l’affermazione risalente e tutt’ora ripetuta secondo cui le obbligazioni convertibili sarebbero titoli intermedi tra l’azione e l’obbligazione”, dal momento che “fino all’esercizio del diritto di conversione l’obbligazionista è un creditore della società, in quanto il diritto al rimborso della somma erogata ed alla remunerazione periodica convenuta non si atteggiano diversamente da quelli dell’obbligazionista ordinario”; considera, invece, superfluo chiedersi se con l’obbligazione convertibile “ci si trovi davanti a un tertium genus fra obbligazione ed azione” LIBONATI, Titoli di credito e strumenti finanziari, cit., pp. 228-229, secondo il quale “probabilmente è un problema di scelta semantica. Il richiamo a un tertium genus può però apparire, per molti versi, riduttivo, in quanto non esprime la ricchezza giuridica della costruzione, univoca ma, alternativamente, in due diverse raffigurazioni”. 9 Così, STAGNO D’ALCONTRES, voce, Le obbligazioni, cit., p. 788.
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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Dagnino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Stagno d'Alcontres
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 115

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Parole chiave

azioni di risparmio
strumenti finanziari
strumenti ibridi
titoli partecipativi
diritto commerciale
titoli obbligazionari

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