Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Sistemi di sospensione attiva con molle ad aria per autoveicoli

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

2. Richiami di Meccanica del Veicolo esso indipendente. Per caratterizzare in modo univoco un pneumatico è necessario eseguire delle prove sperimentali in tutte le condizioni possibili, ed utilizzare i tracciati ottenuti dalle misurazioni per ricavarne i valori delle forze trasmesse in differenti condizioni. Per facilitare lo scambio di informazioni relative al comportamento dei pneumatici, è possibile u- tilizzare delle formule di interpolazione, le cosiddette formule magiche o formule di Pacejka, che sono di uso ormai generalizzato, e che consentono di tracciare i grafici relativi ad un pneumatico utilizzando una serie di coefficienti caratteristici, ricavati da prove sperimentali su un esemplare del pneumatico da caratterizzare. Il vantaggio è che basta una serie di coefficienti numerici (alcu- ne decine), per ottenere, tramite apposite formule di calcolo standardizzate, i diagrammi caratteri- stici di un pneumatico. Quest’ultima è la strada seguita nel modello utilizzato, che quindi richiede come input i coefficienti caratteristici dei pneumatici che si vogliono utilizzare. Per una caratterizzazione dettagliata dei pneumatici effettivamente impiegati sulla vettura studiata si rimanda al paragrafo 3.3. 2.5. Concetti di base sul comportamento direzionale 2.5.1. Sterzatura cinematica e dinamica Il modello più semplice per lo studio del moto di un autoveicolo è il cosiddetto modello “a bici- cletta” , in cui le due ruote di ogni assale sono rappresentate come un’unica ruota equivalente. Se questa presenta angolo di deriva nullo (cioè il vettore velocità del mozzo giace nel piano medio della ruota), si parla di sterzatura cinematica: è una condizione ideale, che corrisponde per esem- pio al comportamento di un veicolo su binari, in cui la traiettoria è imposta dall’esterno e le ruote la seguono a causa di un vincolo di tipo, appunto, cinematico. Nei veicoli reali ciò non è mai veri- ficato in quanto, come visto in precedenza, le forze laterali che consentono il cambio di traiettoria possono essere generate solo dalla deriva dei pneumatici: la guida è sempre di tipo dinamico, e le condizioni cinematiche possono essere avvicinate solo per velocità tendente a zero 1 . G O L b R β δ δ V O R δ−α1 β V δ G α1 α2 β α2 V 1 V 2 a (a) (b) Figura 2.2 – Confronto tra condizioni cinematiche (a) e dinamiche (b). 1 se la velocità tende a zero, anche la forza centrifuga tende ad annullarsi e quindi per mantenere in traiettoria il vei- colo non è necessario che le ruote producano forze laterali. 8

Anteprima della Tesi di Lorenzo Serrao

Anteprima della tesi: Sistemi di sospensione attiva con molle ad aria per autoveicoli, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Lorenzo Serrao Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8425 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.