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L'economia della palude e l'economia del mare nell'Alto Adriatico romano: immaginario antico e nuove prospettive esegetiche

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17 navigazione fluviale e marittima, cioè quanto cercheremo di esaminare con il procedere del nostro percorso di ricerca. I.1.2 La decima regio maritima come polo risorgente dalle acque Dopo aver per un momento accordato la nostra attenzione a notizie di sapore leggendario, e comunque utili ai fini del nostro studio in quanto sembrano riflettere condizioni ambientali caratteristiche del territorio da noi preso in esame, sarà infatti ora nostro compito tentare di confrontarci con fonti maggiormente eloquenti in relazione al ‘paesaggio’ della Venetia, a cominciare da Strabone stesso. Due fondamentali elementi naturali, il Po e le Alpi, caratterizzano l’Italia settentrionale straboniana: essi sono nei Geographika alla base della descrizione dei popoli, rappresentando le coordinate principali nella distribuzione spaziale degli . Assumono un peso quasi esclusivo rispettivamente per le popolazioni della pianura descritte nel V libro e per quelle della montagna, descritte nel IV. 25 Caratteristica essenziale di questa sezione d’Italia è l’abbondanza di fiumi e distese d’acqua, cui si aggiungono per la terra dei Veneti fenomeni marini che sono per certi versi assimilabili a quelli di tipo oceanico: “... Quasi soltanto qui, infatti, il nostro mare [scil. l’Adriatico] presenta gli stessi fenomeni dell’Oceano, e sotto la loro azione la maggior parte della pianura si riempie di laghi marini”. 26 25 TOZZI 1988, pp. 25-43 sottolinea come l’immagine del V libro, basata sull’assetto geografico portante cui si accompagnano lente trasformazioni antropiche, derivata da Polibio, sia essenzialmente statica; al contrario, l’immagine del IV libro, incentrata sulla catena alpina, risulta prevalentemente dinamica “per l’attenzione focalizzata sul decisivo variare delle situazioni generale e particolare nel volgere di breve tempo e rende idea, almeno approssimativamente, dell’urgere di una nuova realtà” (ibid., p. 29). 26 Strab. 5, 1, 5 (C 212): ... ( )      H    I      ! 5      !  # !      5          )   $È interessante confrontare il passo in questione con quanto apprendiamo da un autore tardo come Paolo Diacono, hist. Lang. 1, 6: Nostrum quoque, id est Adriaticum, mare, quod licet minus, similiter tamen Venetiarum Histriaeque litora pervadit, credibile est, parvos huismodi occultosque habere meatus, quibus et recedentes aquae sorbeantur et rursum invasurae litora revomantur.(“Anche il nostro mare, e cioè l’Adriatico, per quanto meno, tuttavia invade le spiagge delle Venezie e dell’Istria, e si può credere che abbia dei piccoli gorghi nascosti come questi, dai quali le acque ritirandosi sono assorbite e di nuovo vengono rigettate a invadere le spiagge”).

Anteprima della Tesi di Irene Cao

Anteprima della tesi: L'economia della palude e l'economia del mare nell'Alto Adriatico romano: immaginario antico e nuove prospettive esegetiche, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Irene Cao Contatta »

Composta da 208 pagine.

 

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