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L'economia della palude e l'economia del mare nell'Alto Adriatico romano: immaginario antico e nuove prospettive esegetiche

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5 Tuttavia, è utile mettere in luce un dato fondamentale: un’analisi delle fonti letterarie quale noi ci proponiamo non può prescindere dalla constatazione preliminare che tali fonti, pur essendo molto eterogenee – da quelle a carattere più propriamente geografico a quelle storiche, da quelle mitologiche a quelle topografiche – e pur ponendosi a diversi livelli di conoscenza geografica, ci forniscono tutta una serie di informazioni sulla cui base è oltremodo difficile tanto ricostruire in maniera rigorosa il territorio, quanto chiarire la continuità o le trasformazioni avvenute nella valorizzazione dei medesimi siti della Venetia ai fini di un’economia palustre. 3 Si rende quindi il più delle volte necessaria la valutazione sull’attendibilità delle notizie stesse fornite dalle fonti, ricercando la testimonianza originaria e il significato storico attraverso la soggettività del racconto, spesso condizionato dalle idee personali dello storico o da modelli ideologico- propagandistici da lui recepiti. Nessuno scrittore antico, eccetto Plinio il Vecchio e, in misura minore, Strabone 4 , tratta in modo sistematico dell’angolo centro-orientale della Venetia che pure, proprio in virtù della sua posizione, detenne una notevole influenza già a partire dalla protostoria. Si trovano negli autori molteplici indicazioni sporadiche, talora abbastanza precise, specie relativamente alla storia militare 5 , ma sovente approssimative e incongruenti. Partendo dai Greci, la conoscenza che essi avevano in età arcaica dei centri affacciati sull’alto Adriatico, pur risalendo molto indietro nel tempo, era limitata per lo più alla morfologia costiera: descrizioni di golfi, di foci di fiumi e di promontori, identificazione di porti e distanze fra questi misurate in giorni di navigazione. Una conoscenza, dunque, volta ad includere tutti quegli elementi che per l’organizzazione sociale greca costituivano i punti fissi della comprensione del territorio e di una sua eventuale rappresentazione. E, soprattutto, una conoscenza che rifletteva gli interessi pratici da cui era scaturita, tanto da divenire più vaga e discontinua a mano a mano è necessario avere chiari gli elementi della geomorfologia più direttamente legati alla storia del popolamento, elementi che cambiano, ovviamente, a seconda della zona in cui ci si trova ad operare. 3 VEDALDI IASBEZ 1994, pp. 46 sgg. 4 Plin. nat. 3, 126-132; Strab. 5, 1, 5-9 (C212-216). 5 Si veda il passo di Livio (10, 2) dove si narra la spedizione dello spartano Cleonimo ad litora Uenetorum (302 a.C) - cfr. cap. I, nn. 44 sgg. -, per la cui analisi si rimanda in particolare a BRACCESI 1990.

Anteprima della Tesi di Irene Cao

Anteprima della tesi: L'economia della palude e l'economia del mare nell'Alto Adriatico romano: immaginario antico e nuove prospettive esegetiche, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Irene Cao Contatta »

Composta da 208 pagine.

 

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