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Africa, diritti umani e diritto allo sviluppo

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4 necessariamente si riflette nei più generali rapporti all’interno della famiglia umana universale 5 . E’ la persona, la sua dignità, i suoi diritti che vengono considerati da un atto internazionalmente rilevante qual è la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e quindi diviene oggetto di attenzione da parte di disposizioni dello stesso ordinamento internazionale, fino ad allora poco incline ad ammettere la persona come vero “protagonista”. Per la prima volta la comunità internazionale si è assunta la responsabilità della tutela e della promozione di specifici diritti, posti alla base di ogni convivenza. Così, dall’esperienza della violenza fatta ai diritti dei singoli e dei popoli interi nella seconda guerra mondiale, poté scaturire una forte e inaudita affermazione della dignità inviolabile dell’uomo. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo godette subito di grande autorità morale, influendo sul lavoro dell’ONU e ispirando trattati internazionali, costituzioni e leggi interne dei singoli Stati, e contribuendo il maniera decisiva all’evoluzione del diritto internazionale contemporaneo. Fu il primo passo verso la realizzazione della Carta internazionale dei Diritti Umani, attraverso i due accordi internazionali adottati, all’unanimità, dall’ONU il 16 dicembre 1966: il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto internazionale sui diritti civili e politici. Come disse il Nobel per la pace René Cassin 6 , uno dei padri della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la Dichiarazione stessa era la pala centrale di un trittico ai cui lati dovevano stare i due Patti internazionali. Non c’è dubbio che, per quanto l’idea generale e la terminologia della Dichiarazione Universale riflettano momenti della storia del pensiero e delle istituzioni politiche dell’Occidente, essa non è riducibile a un’espressione di una cultura particolare. L’autentica universalità della Dichiarazione, nonostante l’inevitabile forma storica limitata del suo linguaggio, consiste nella sua capacità di riflettere istanze fondamentali, riscontrabili in ogni cultura del nord e del sud e nella grandi tradizioni religiose, d’Oriente e d’Occidente, istanze riconducibili all’esigenza di un rispetto e di uno sviluppo integrale della persona. 5 Questo concetto di famiglia umana è ripreso dalla visione cristiana ed è uno dei presupposti della visione del Magistero della Chiesa quanto alle relazioni internazionali. 6 René Samuel Cassin (October 5, 1887-1976) nel 1968 premio Nobel per la Pace, presidente della Corte Europea dei diritti Umani.

Anteprima della Tesi di Marco Zampese

Anteprima della tesi: Africa, diritti umani e diritto allo sviluppo, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Zampese Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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