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L'esperienza nuda. Spazio, tempo e colore nella riflessione di A. Huxley

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biamo notato all’inizio 25 , hanno fatto di Huxley il guru capace di attribuire dignità culturale alle loro proposizioni 26 . In realtà, come è nostra intenzione mostrare, le riflessioni di Huxley sull’esperienza della droga (nel suo caso si tratta della me- scalina, una sostanza naturale dai forti effetti allucinogeni), non solo si inseriscono in una ben precisa tradizione letteraria (quella di assumere la droga per descriverne gli effetti), ma rivestono un interesse rilevante per il pensiero filosofico in generale, e psicolo- gico in particolare. In altre parole, una sostanza in grado, come vedremo, di alterare la percezione del mondo al punto da mettere in discussione il ruolo del soggetto, che sembra stemperarsi nell’ambiente circostante, il ruolo dello spazio, che sembra rivela- re una natura ulteriore a ciò che viene ordinariamente percepito, il ruolo del tempo, che sembra modificare radicalmente il proprio corso, si configura, in Huxley, come una sorta di verifica speri- mentale delle diverse concezioni filosofiche sul rapporto che in- tercorre tra soggetto e oggetto, o su dicotomie quali materia e spi- rito, sostanza e forma, analisi e intuizione. Con la massima preci- sione possibile, e attingendo alla propria sterminata erudizione, Huxley non fa altro, nei due saggi in questione, che descrivere ciò che vede, i cambiamenti cui la sua percezione va soggetta, per poi prenderne atto, traendo dai fatti dell’esperienza le proprie conclu- sioni. Il suo percorso si svolge, è importante tenerlo presente, in una prospettiva mistico-religiosa: Huxley insiste più volte nel de- finire la propria esperienza da mescalina una sorta di surrogato dell’estasi. Per quanto si possano condividere o meno i termini delle ana- logie huxleyane tra droga e misticismo e le sue conclusioni spiri- 25 Supra, n. 2. 26 MANFERLOTTI [op. cit., pp. 36 e 37] liquida il problema in appena due pagine, pur difen- dendo Huxley dalle accuse di “essere stato uno dei padri putativi della cosiddetta ‘gioventù della droga’”. Nel saggio di RUNCINI [cit., pp. 659 e segg.], non troviamo che qualche breve accenno alle riflessioni huxleyane sulla droga. A quanto sembra, l’unico testo italiano dedicato a The Doors of Perception è la recensione di Enzo MELANDRI apparsa nel 1962 sulla rivista Convivium [a. XXX, fasc. I, pp. 95-97], in cui si riconosce il valore dell’esperimento huxleyano, osservando inoltre che “senza una preliminare cognizione del contesto da cui emerge, una let- tura idealisticamente prevenuta di questi saggi è esposta al rischio di disconoscerne la profon- da e non appariscente serietà dell’intelligenza critica”.

Anteprima della Tesi di Lorenzo Scaglietti

Anteprima della tesi: L'esperienza nuda. Spazio, tempo e colore nella riflessione di A. Huxley, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Lorenzo Scaglietti Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

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