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Deficit di aggiornamento della memoria di lavoro nel deterioramento cognitivo lieve

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13 Il primo indice della demenza è, generalmente, una lieve perdita di memoria che, in particolare nell’AD, progredisce gradualmente. Nelle fasi iniziali la perdita di memoria tende ad essere più marcata per gli eventi recenti: il paziente diviene ripetitivo, tende a perdersi in ambienti nuovi, dimentica gli impegni, può essere disorientato nel tempo. Con l’avanzare della malattia anche la memoria remota viene perduta e il paziente è incapace perfino di riconoscere i propri familiari; si manifestano inoltre alterazioni delle funzioni superiori: il pensiero astratto risulta impoverito, con ridotta capacità di ragionamento logico e concettualizzazione. La capacità di giudizio è diminuita spesso precocemente, cosicchè il paziente manifesta un ridotto rendimento lavorativo e può essere incapace di affrontare e risolvere problemi, anche semplici, relativi ai suoi rapporti interpersonali o familiari. Si manifestano labilità emotiva e mutamento della personalità. Il paziente denuncia una progressiva incapacità a svolgere compiti prima per lui familiari. Spesso compare apatia; il paziente perde interesse per l’ambiente e per gli altri, rinchiudendosi in se stesso. Spesso vengono esagerati i caratteri premorbosi della personalità, quali atteggiamenti ossessivi o compulsivi, aggressività, paranoia. In altri casi vi è invece un mutamento della personalità, per cui soggetti solitamente controllati e misurati diventano impulsivi, intrattabili e a volte anche violenti. Questa fase della malattia è più facilmente evidenziata negli anziani che svolgono ancora attività lavorative o professionali; può invece sfuggire in pazienti più anziani o che non svolgano compiti impegnativi dal punto di vista intellettivo. In alcuni casi, la malattia si manifesta con un’afasia isolata o con deficit visuo-spaziali: l’afasia è più spesso di tipo fluente, con anomie e parafasie. L’aprassia può manifestarsi precocemente, in particolare con difficoltà nell’uso di strumenti o nell’abbigliamento; in questa fase il paziente è generalmente gestito dalla famiglia e possono essere i familiari stessi che, per primi, riescono a notare qualcosa di strano.
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Deficit di aggiornamento della memoria di lavoro nel deterioramento cognitivo lieve

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Informazioni tesi

  Autore: Annapaola Prestia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Carlo Semenza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

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Parole chiave

anziani
demenza
deterioramento cognitivo
memoria a breve termine
neuropsicologia
memoria di lavoro

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