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La presenza musulmana nel Friuli-Venezia Giulia: tra reminiscenza storica e nuova immigrazione

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14 Démone, nella zone circostanti l’Etna e nella zona dei Peloritani, tra Rametta e Taormina 38 . Per arrivare all’assoggettamento completo dell’isola si dovette attendere l’alba del X secolo, grazie il diretto intervento degli Aghlabiti di Qairawàn. Ibrahìm ibn Ahmad o Ibrahim II, asceso al potere nell’875, inviò il figlio Abdallàh al governo dell’isola, il quale riprese le ostilità con i bizantini portando gli scontri sin sulla terraferma della penisola italiana, dove occupò Reggio nel 901 39 . Nel 902 Ibrahìm II cedette il potere in Africa al figlio Abdallàh, assumendo egli stesso il governo dell’isola siciliana; in agosto portò a successo la conquista di Taormina, poderosa rocca di ardua espugnazione, mentre altri corpi arabi riportavano analoghe vittorie verso altre sacche di resistenza (Rametta, Demona, Aci). Fu in questo momento che Ibrahìm II sviluppò l’ambizioso piano di proseguire la conquista per portarla attraverso Roma sino a Bisanzio sede dell’impero d’Oriente; così nell’estate del 902 sbarcò sulla terraferma devastando la Calabria fino a Cosenza, sotto le cui mura in ottobre trovò la morte, terminando con sé l’ondata arabo-sicula che si richiuse definitivamente sull’isola siciliana 40 . Nel frattempo nel nord Africa, nel 910, la dinastia Aghlabita venne soppiantata da quella dei Fatimidi 41 ; la Sicilia passò quindi nell’orbita dei possedimenti della nuova dinastia sciita, sotto il primo califfo Fatimida Al-Mahdi. Il controllo dell’isola venne affidato come sempre a governatori fedeli, che dovettero badare a insurrezioni come quella del 913-916 di un notabile siciliano, Ibn Qurhurbm che contrario siciliano nascean di sangue arabico; di sangue arabico o persiano i dottori, gli ottimati, la più parte dei cavalieri del gùnd […]I berberi poi non si tenean da meno di loro[…] LE inclinazioni economiche divideano alsì l’una all’altra gente: gli Arabi oziosi, i berberi industri gli uni pastori di vassalli[…] gli altri agricoltori. Dovevano dunque i primi bramar che si lasciassero le terre ai vinti siciliani; i secondi che le si dividessero. E bastava sol questa , se fosse mancata ogni altra cagione, a suscitare la guerra civile” Amari, M., op. cit., pp. 53-60 38 Gabrieli, F., Scerrato, U., op. cit., p. 48 39 “…fè’ salpare il navilio a’ venticinque marzo del 901. Egli con l’esercito andò a porre il campo a Demona…risaputo d’un grande sforzo di genti che i Bizantini radunavano in Calabria…volò con l’esercito a Messina…Abd Allah passava immantinente lo stretto. …Abd Allah irruppe senza ostacolo in città il dieci giugno” vedi Amari, M., op. cit., vol. I pp. 90-91 40 Gabrieli, F., Scerrato, U., op. cit., pp. 53-54 41 La dinastia Fatimide trova origine nella propaganda di alcuni emissari sciiti che giunsero dallo Yemen verso la fine del nono secolo; ispirati allo scismo, nominatisi dal nome della figlia di Maometto sposa di Ali, nella loro predicazione trovarono riposta tra i berberi Kutama, da tempo in scontro con i governi dell’Ifriqiya che volevano assoggettarli, così come tra le stesse popolazioni agricole dell’Ifriqiya, disponibili a insorgere contro il sistema di tasse imposto dagli Aghlabiti. Vedi D. Fage, John, “Storia dell’Africa”, Società Editrice Internazionale, Torino, 1998, II ed., p.160
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La presenza musulmana nel Friuli-Venezia Giulia: tra reminiscenza storica e nuova immigrazione

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Vergani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Ottavia Schmidt di Friedberg
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 252

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friuli venezia giulia
immigrazione
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