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La presenza musulmana nel Friuli-Venezia Giulia: tra reminiscenza storica e nuova immigrazione

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15 all’impostazione eretica della dinastia Fatimida, si fece riconoscere emiro dal califfo abbaside al-Mùqtadir, tentando invano di sollevare la Sicilia 42 . Dopo quattro primi governatori, il governo dell’isola fu affidato nel 947-948 ai Banu Kalb, stirpe araba fedele alla dinastia Fatimide, detta dei Kalbiti 43 . Il periodo kalbita è descritto come l’età dell’oro dell’Islam siciliano; fu infatti un periodo in cui assieme all’espansione territoriale vi fu una notevole fioritura di arte e lettere presso la corte 44 . Fu però anche l’ultima dinastia araba che tenne il controllo della Sicilia; difatti la successione dei dinasti Kalbiti si sfaldò progressivamente, nonostante importanti vittorie (Presa di Taormina 963, presa di Rametta e vittoria navale dello stretto dello stesso anno 965), come anche l’inizio di una vigorosa offensiva in Calabria,; riconfermati al governo della Sicilia nel 970 dal califfo al- Mu’izz, videro affermarsi il secondo ramo della dinastia, con Yusuf (990-998). Questi, colto da paralisi, passò prematuramente il potere ai suoi quattro figli, con i quali si svolse l’epilogo dell’emirato kalbita; legati sempre ai Fatimidi, non brillarono per buon governo, dovendo difatti fronteggiare gravi spinte centrifughe. Uno di loro, Al-Akhlal, si rivolse addirittura al nemico bizantino 45 , causando così il rapido intervento degli Ziriti succeduti ai Fatimidi nel nord Africa 46 . L’intervento si chiuse sedata la rivolta, ucciso Al-Akhlal e designato emiro l’ultimo dei quattro fratelli rimasti in Sicilia, Hasan Samsam, ma fu la fine della dinastia kalbita; nel 1053 l’emiro Hasan venne deposto dai suoi stessi sudditi. Nel mentre, a partire già dal 1038-40 quando i bizantini ripresero una vigorosa controffensiva durata fino al 1050, l’unità e la resistenza della Sicilia araba si sfaldarono; l’unitario emirato siciliano si 42 Eletto emiro dell’isola, nonostante un’iniziale ritrosia, ebbe il ruolo delicato di condurre il generale clima di scontento verso la dipendenza alla dinastia Fatimide, precedentemente espresso in più disordini. Mosse guerra ed ebbe vittorie importanti. Il naufragio di una sua armata presso Gagliano, causò l’indebolimento della flotta che in uno scontro successivo dovette fronteggiare le forze navali Fatimide; la cattura di tutte le navi causò uno scontento tale, che presto si prese a malvolere l’emiro. Deluso, stava per recarsi in spontaneo esilio in Spagna, quando il 14 luglio del 916 venne preso mentre si imbarcava e tradito con i suoi a Susa, a Al-Mahdi. A lui , i figli e i compagni, vennero mozzate mani e piedi, e i loro cadaveri vennero sospesi a dei pali . Vedi Amari, M., op. cit., pp. 172-183 43 Primo governatore fu Hasan al-Kalbi 44 Rizzitano, U., op. cit., p.p. 82-83 45 Vedi Amari, Gabrieli, F., Scerrato, U., op. cit., p. 85; Amari, M:, op. cit., pp. 423-437 46 “Quando i Fatimidi se ne erano andati dall’Ifriqiya, nel 973, avevano affidato la carica di viceré del loro impero occidentale agli Ziridi. Gli Ziridi appartenevano a una famiglia di capi berberi sanhaja provenienti dai monti Cabili che avevano combattuto per i Fatimidi contro gli attacchi sferrati all’Ifriqiya dagli Zenata e dagli Ibaditi e che avevano fornito dei soldati per le campagne militari fatimide nel Maghreb occidentale. Quando fu evidente che i Fatimidi non sarebbero più tornati in Ifriqiya, gli Ziridi incominciarono a trasformare il loro vicereame in un regno indipendente, anche se non fu che nel 1048 che essi intrapresero il passo finale e decisivo di eliminare il nome del Califfo fatimide dalle preghiere comunitarie del venerdì per sostituirlo con quello del Califfo di Baghdad” vedi D. Fage, J., op. cit., pp. 164-165

Anteprima della Tesi di Andrea Vergani

Anteprima della tesi: La presenza musulmana nel Friuli-Venezia Giulia: tra reminiscenza storica e nuova immigrazione, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Vergani Contatta »

Composta da 252 pagine.

 

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