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Sovranità, diritti umani e uso della forza: l'intervento armato ''umanitario''

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1.1.2 L’art. 2 par. 4 della Carta ONU: contenuto della norma e le eccezioni al divieto La portata della norma ex art. 2 paragrafo 4 della Carta va evidentemente interpretata in connessione con le altre disposizioni della Carta stessa e va quindi verificata alla luce dell’ evoluzione del diritto internazionale generale. In primo luogo le Nazioni Unite in vari atti hanno messo in evidenza lo stretto legame esistente tra la disposizione ex art. 2 par. 4 e quella contenuta nel paragrafo 3 dello stesso articolo, che recita “I membri devono risolvere le loro controversie internazionali con mezzi pacifici, in maniera che la pace e la sicurezza internazionale, e la giustizia, non siano messe in pericolo”. 7 Il che equivale a codificare, per la prima volta nel diritto internazionale una norma che vieta, ai membri dell’ONU (oramai praticamente tutti gli stati esistenti) l’uso della forza in tutte le sue varie manifestazioni, quindi non soltanto la guerra propriamente intesa. 8 Un’altra disposizione che rafforza la cogenza del divieto dell’uso della forza ex art. 2 par. 4, è la disposizione contenuta nell’art. 103 della Carta, ai sensi del quale “In caso di contrasto tra gli obblighi contratti dai Membri delle Nazioni Unite con il presente Statuto e gli obblighi da essi assunti in base a qualsiasi altro accordo internazionale prevarranno gli obblighi derivanti dal presente Statuto”. L’art. 2 par. 4, senza dubbio una delle norme più importanti contenute nella Carta, assurge così al rango di norma di jus cogens, così come definite dagli artt. 53 e 64 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati. 9 7 Si veda ad es., “Declaration on the Enhancement of the Effectiveness of the Principle of Refraining from the Threat or Use of Force in International Relations” A/RES/42/22, del 18 Novembre 1987, dove, tra l’altro, è scritto che “States parties to international disputes shall settle their disputes exclusively by peaceful means in such a manner that international peace and security, and justice, are not endangered.For this purpose they shall utilize such means as negotiation, inquiry, mediation, conciliation, arbitration, judicial settlement, resort to regional agencies or arrangements, or other peaceful means of their own choice, including good offices”. Nella stessa dichiarazione, peraltro, molta enfasi viene posta più in generale su il divieto di ingerenza, non solo militare, negli affari interni di uno stato. 8 Ciò si evince proprio dal diverso tenore della Carta ONU rispetto a testi precedenti, quale ad es. quello del patto Briand- Kellog 9 v. Simma, NATO, the UN and the use of force: Legal Aspects, in EJIL, 1999, p. 2, il quale definisce la norma in questione come “a higher law vis-à-vis all other treaty commitments of the UN Member States, among them those stemming from NATO Membership”.

Anteprima della Tesi di Silvio Favari

Anteprima della tesi: Sovranità, diritti umani e uso della forza: l'intervento armato ''umanitario'', Pagina 5

Tesi di Master

Autore: Silvio Favari Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

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