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Marketing territoriale per lo sviluppo locale: il caso ''Corallo e Nuraghi''

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l’ambiente; tutto ciò che rende il territorio unico. Il capitale sociale è appunto la ricchezza di un contesto che lo rende competitivo o meno, se non accompagnato da una rete di relazioni forte ed efficace. La comunicazione e l’interazione tra i vari attori territoriali rende il capitale un sistema aperto in grado di attrarre investimenti capaci di generare realmente ricchezza. I paesi occidentali non possono competere sul piano del costo della manodopera ma solo su quello dell’esperienza e della preparazione specifica, perché il capitale umano rende il capitale sociale pregiato. Le relazioni rendono forte il capitale sociale e se create in sinergia con le necessità delle imprese, che costituisce la domanda nel mercato dei territori, perché solo con un dialogo forte lo sviluppo locale diventa reale. Il marketing territoriale ora si sta diffondendo largamente anche in Italia visto il ritardo con cui si è arrivati a concepire il territorio come fattore di competitività fra i paesi e le imprese. La globalizzazione ha infatti prodotto un mercato di territori dove predomina l’offerta sulla domanda, situazione speculare al mercato dei beni. L’offerta appare tendenzialmente sovradimensionata e in continua crescita grazie a tutta una serie di strumenti che sono stati approntati ad hoc dalla Comunità Europea 6 per lo sviluppo delle aree depresse. Si registra quindi un orientamento sempre più mirato alla domanda e ai suoi bisogni, in modo da conquistare una fetta di mercato. I fattori che contano non sono solo materiali (come le infrastrutture di supporto) ma soprattutto immateriali, come le politiche di governo stabili e un efficiente apparato amministrativo. Se si indaga sui cambiamenti verificatesi in Italia, si nota che se da un lato sta perdendo parti di filiere produttive che emigrano dove il lavoro è più conveniente, contestualmente la privatizzazione delle aziende pubbliche ha generato fenomeni di M&A (Mergers and Acquisitions) da parte di grosse multinazionali estere. Quindi è protagonista di fenomeni di globalizzazione in entrata che determinano una riorganizzazione del sistema produttivo e che continuano con l’introduzione della moneta unica europea. Il problema comunque da affrontare è quello di attrarre investimenti greenfield, cioè nuovi, perché è su questi che si gioca il vantaggio competitivo. Il marketing territoriale poi determina il “prodotto territorio” e su quello agisce. Può puntare sulle conoscenze e competenze radicate in tutta la penisola per porsi come poli di eccellenza tecnologica, progettuale, stilistica e tecnico-professionale a livello internazionale. Per fare questo è necessario ridisegnare i confini della competizione ed essere eccellenti non solo a livello nazionale ma a livello regionale, in modo da generare un flusso crescente di opportunità di sviluppo dal basso. I sistemi produttivi locali devono essere sistemi aperti, dinamici e in grado di esprimere una notevole capacità innovativa. 6 Vedere capitolo 5

Anteprima della Tesi di Annalisa Pireddu

Anteprima della tesi: Marketing territoriale per lo sviluppo locale: il caso ''Corallo e Nuraghi'', Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Annalisa Pireddu Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

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