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Recupero urbano ex cementificio Sacci-Corsalone di Arezzo

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Il primato in ordine di tempo della rivoluzione industriale e la vastità dei siti industriali dismessi legittima l’Inghilterra come la patria dell’archeologia industriale. Segue con i suoi impianti minerari, la Ruhr, paesaggio industriale per antonomasia. Gli impianti minerari si spostavano in relazione sia allo sfruttamento in profondità della vena carbonifera sia allo sviluppo di tecniche che rendevano competitiva economicamente l’estrazione a grande profondità. E’ noto infatti che le miniere erano nell’età paleotecnica a cielo aperto. Tutte le aree concentrate sull’estrazione del carbone si presentano caratterizzate non soltanto da una serie di impianti abbandonati, ma anche da una modificazione organica del paesaggio, in relazione all’accumulazione delle scorie e alla formazione di laghi artificiali nelle zone di scavo. A questi aspetti si deve aggiungere il sistema dei trasporti per via fluviale, con le relative chiuse, le reti di canali, gli ascensori idraulici, ecc. che hanno subito nel tempo una serie di modifiche in relazione allo sviluppo tecnico, un elemento comune a tutta l’area carbonifera era quindi dato da questa mobilità degli impianti e dalla sostituzione con altri di diversa scala. La situazione in Italia è diversa, forse per certi aspetti più complessa, manca sicuramente una scala territoriale, un’omogeneità storica, ed è quindi necessario tenere presente le varie realtà di ogni paesaggio, specie nel periodo pre-unitario,. L’archeologia industriale non si può limitare alla ricerca ed all’individuazione dei temi, alla loro catalogazione ed eventuale conservazione. Il problema del restauro e della conservazione a secondo del soggetto sia esso architettonico o paesistico dovrebbe coinvolgere all’interno della propria disciplina delle metodologie interdisciplinari. Il problema di riutilizzo o riciclaggio inseriscono così i temi dell’archeologia industriale nel vivo della pianificazione urbanistica, così da ampliare l’indagine dell’insediamento produttivo al suo contenitore alla sua “struttura storica del territorio”. 2 2 Ibidem, 43.

Anteprima della Tesi di Manuela Veri

Anteprima della tesi: Recupero urbano ex cementificio Sacci-Corsalone di Arezzo, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Manuela Veri Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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