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La riqualificazione ed il restauro territoriale della Valle dei Laghi e di Cavedine - Trentino Occidentale

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18 Con l�inizio del Mesolitico (8.000 a.C.) si verificano insediamenti a ridosso di ripari sottoroccia, ai bordi del fondovalle. Contemporaneamente si diffondono insediamenti legati alla caccia estiva , nella forma di bivacchi e accampamenti estivi, nelle praterie ad alta quota. Nell�area di studio non si sono ancora rinvenute testimonianze particolarmente significative di tale periodo, eccetto un riparo sottoroccia , in corrispondenza di un piccolo lago ora non pi� esistente, a Moletta Patone, a nord di Arco. Nel Mesolotico recente (tra il 5.800 e il 4.500 a.C.) si accentua la presenza antropica nelle sedi stabili del fondovalle (fenomeno, questo, da mettere in relazione all�aumento dei prodotti vegetali da raccogliere per la grande diffusione dei boschi a latifoglie nel fondovalle), contemporaneamente all�abbandono dei bivacchi e degli accampamenti estivi ad alta quota. Tra il 4.500 e il 4.000 a.C. nell�area, come in tutta l�Italia settentrionale, si diffondono l�agricoltura e l�allevamento. Mentre nella Valle di Cavedine sono assenti rinvenimenti relativi a tale periodo (anche se, data la sua conformazione, sicuramente la Valle � stata interessata dal fenomeno), nella Valle dei Laghi-Basso Sarca testimonianze si sono rivenute nel riparo di Moletta Patone, a nord di Arco, gi� oggetto di insediamento mesolitico. Nel 4.000 a.C. l�area viene colonizzata da popolazioni padane (agricoltori, della �Cultura dei vasi a bocca quadrata�), che si diffondono dal Lago di Garda fino all�Adige, Isarco ed allo spartiacque alpino. Gli insediamenti, con la costruzione di villaggi sui conoidi torrentizi e sui terrazzi delle pendici montane, interessano i principali fondi vallivi. Testimonianze significative di tali apporti si hanno a Moletta Patone, citata precedentemente. Negli ultimi secoli del terzo millennio comincia a manifestarsi nell�area la metallurgia del rame. Tracce di insediamenti di tale periodo sono stati rinvenuti a Monte Mezzana, nella conca di Terlago (�Vaso Campaniforme�). Testimonianze dell�uso sepolcrale (che continuer� fino all�Et� del Bronzo) di piccole grotte e ripari sottoroccia sono state rinvenute a Moletta Patone, alla Cosina di Stravino (Val di Cavedine ) ed al Bus dei Poietti, uno dei pozzi glaciali del sentiero Stoppani presso Vezzano. Tra il 1.900 e il 1.800 a.C., all�inizio dell�Et� del Bronzo, si sviluppa nell� area del Garda e in tutta l�Italia settentrionale la �Cultura di Polada�, con insediamenti su palafitte che sorgono sulle sponde dei laghi e dei fiumi. Con il sistematico disboscamento dei versanti si ricavano ampi territori per le colture e il pascolo; la montagna viene riconquistata per l�alpeggio delle mandrie e delle greggi e alla ricerca di affioramenti di filoni metalliferi.
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La riqualificazione ed il restauro territoriale della Valle dei Laghi e di Cavedine - Trentino Occidentale

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Bortoli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Antonino Marguccio
Coautore: Michele Bortoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

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Parole chiave

assetto territoriale
centrale idroelettrica di santa massenza
ecotoni
invarianti ambientali
lago di santa massenza
lago di toblino
landscape ecology
restauro paesaggistico
riqualificazione ambientale
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