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Evoluzione delle reti distributive nel settore auto in Europa: il reg. EU 1400/2002

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Evoluzione delle reti distributive nel settore auto in Europa: il regolamento UE 1400/2002 10 2. Canali distributivi 2.1 L’anomalia della distribuzione nel settore auto I canali distributivi del prodotto auto coinvolgono diversi operatori professionali: la diversa combinazione di questi attori da luogo alle varianti che si riscontrano nei sistemi distributivi realizzati dalle Case costruttrici. A tutti gli effetti la distribuzione auto si avvale di una combinazione dei canali conosciuti negli altri settori, a testimonianza delle differenti esigenze costrette a convivere: Volpato 1 classifica i canali distributivi a seconda della lunghezza come diretti o indiretti, e, in questo secondo caso, prevede una ulteriore ripartizione tra canale lungo e canale breve. Nel canale diretto è la stessa azienda produttrice che si occupa, direttamente, della distribuzione. Questa scelta è adatta nel caso in cui si debba rispondere ad una domanda fatta di pochi ordini consistenti, a forte valore unitario, permettendo di ridurre in questo modo i costi sostenuti per la realizzazione di questo tipo di distribuzione e garantendo allo stesso tempo l’assortimento completo o addirittura la personalizzazione del prodotto. Nel caso della distribuzione automobilistica ci troviamo raramente di fronte ad una domanda consistente in un ordinativo di più veicoli allo stesso tempo. Troviamo in effetti casi di distribuzione diretta solo nel caso dei contratti siglati tra costruttore e buyers di società di noleggio o fleet manager 2 . Molto più frequentemente la distribuzione viene strutturata utilizzando uno schema misto che prevede canali indiretti lunghi (dealers, sub-dealers) accanto a canali indiretti corti (dealers). A monte della catena troviamo sempre o la Casa costruttrice o una sua sussidiaria, ovvero un importatore autonomo. Storicamente gli importatori vengono utilizzati all’inizio della penetrazione di un mercato, poiché la Casa non conoscendo il terreno su cui si sta avventurando e prevedendo volumi di vendita inizialmente limitati preferisce avvalersi della competenza di un operatore già affermato pur rinunciando in termini di redditività e soprattutto ad un controllo diretto della distribuzione 3 . 1 Volpato, G., La Gestione d’Impresa, cap 12-13, Cedam, 2000 2 In questi casi le vendite avvengono in modo “assistito”: la rappresentanza nazionale della Casa sottoscrive il contratto con le condizioni speciali e la rete si fa carico della distribuzione e dell’assistenza alle condizioni imposte dal contratto. In paesi come l’Inghilterra dove è fortemente diffusa l’abitudine di concedere auto aziendali ai dipendenti il volume di vendite realizzato con queste modalità”speciali” può raggiungere anche il 60%. 3 Attualmente vengono distribuiti con importatore (esclusivo per l’Italia) marchi di nicchia con bassissimi volumi di vendita (Morgan, TWR) o alcune versioni speciali realizzate da aziende tedesche autonome specializzate nella realizzazioni di versioni sportive di vetture a diffusione di massa (ABT, AC Schnitzer).
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Informazioni tesi

  Autore: Lucio Tropea
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giovanni Costa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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Parole chiave

reti distributive
settore automobilistico
renault
mercato automobilistico
porsche
distribuzione automobilistica
regolamento 1400-2002
concessionarie di automobili

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