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Internet senza fili

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11 autovetture e nello stesso anno al Mit Ivan Sutherland 13 mise a punto un software con le stesse funzionalità. Tutti questi sistemi consentirono, per la prima volta, una visualizzazione grafica interattiva, in cui l’utente aveva la possibilità di manipolare tutta o una parte dell’immagine. Ma per la digitalizzazione vera e propria delle immagini bisogna aspettare il 1978, anno in cui si incominciarono ad usare nuove tecnologie per la realizzazione di effetti speciali nelle sigle televisive e nei videoclip. 1.4. Dall’analogico al digitale Soltanto con il procedimento della digitalizzazione, riducendo sia parole che immagini e suoni ad un unico formato, si possono rappresentare e gestire informazioni di diversi generi, utilizzando lo stesso supporto. Alla base del concetto di analogico, da sempre usato come metafora per le tecnologie, c’è l’idea di somiglianza e di continuità: nella trasmissione analogica della voce attraverso il telefono, ad esempio, le vibrazioni raccolte dal microfono della cornetta vengono convertite in variazioni di potenziale elettrico che giungono dall’altra parte del filo, dove avviene il fenomeno inverso. Lo stesso avviene per la radio, attraverso il microfono, e per la tv, attraverso le onde elettromagnetiche. Nella trasmissione digitale invece, le informazioni sono veicolate in forma di bit, l’unità minima della conversione digitale che può rappresentare, sulla base della codifica binaria, qualsiasi tipo di informazione. Tutto si riduce quindi ad una lunga sfilza di 1 e 0, che non hanno nessun significato per un essere analogico come l’uomo, ma che in realtà hanno grandi vantaggi dal punto di vista tecnologico. Per convertire in formato digitale, cioè binario, un’informazione di tipo virtuale si è stabilita una tabella di corrispondenza tra caratteri e numeri binari, chiamata ”tabella di codifica dei caratteri”. I numeri binari sono tutti espressi attraverso una notazione composta da otto cifre binarie, ovvero di 8 bit 14 , quindi ogni elemento della tabella è caratterizzato da una sequenza di otto 0 e 1. Per digitalizzare un’immagine occorre sovrapporre all’immagine stessa una griglia formata da minuscole cellette; ogni celletta rappresenta un pixel, un punto dell’immagine. Attribuendo un 13 Ivan Sutherland (Hastings 1938) ha lavorato allo sviluppo dei programmi per la computer grafica. Nella sua tesi di laurea cerca il modo per semplificare lo scambio di informazioni tra esseri umani e computer. Nel 1964 è diventato direttore dell’Ipto (Information Processing Techniques Office) all’Arpa, dove continua ad esplorare i modelli di interazione uomo-macchina. 14 Per convenzione una parola composta da 8 bit è chiamata byte.

Anteprima della Tesi di Maria Letizia De Luca

Anteprima della tesi: Internet senza fili, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Maria Letizia De Luca Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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