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Da Mongerbino a S. Elia: progetti per l'istituzione di una riserva orientata

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5 I nuclei abitativi sino ad un certo periodo della loro vita si sono rapportati al territorio in maniera compatibile, alterandolo per fini produttivi, senza però danneggiare l'ecosistema. Negli ultimi cinquant'anni si è avviata invece, una forte antropizzazione che ha sconvolto molti punti dell'area presa in esame; l'assente o sconclusionata pianificazione territoriale ha portato al fenomeno dell'abusivismo tramite piani di lottizzazione anche nelle aree che andavano maggiormente tutelate, vedi Capo Zafferano, il litorale Aspra-Mongerbino.1 I rilievi sono quelli che definiscono,assieme ai corsi d’acqua, la lettura in chiave paesaggistica. Nel versante nord il sistema del monte Irice e monte Catalfano con le due selle 2, il prolungamento del promontorio di Capo Zafferano e il declivio collinare della Solunto ellenistica.Dalla parte sud occidentale il monte Giancaldo e il “defunto” monte Consona, quest’ultimo sfruttato per il prelievo di roccia da costruzione, consentivano il raggiungimento più celere dell'abitato di Misilmeri. E dal punto di vista bio-climatico fungevano da riparo dai forti venti che insistono nel nostro territorio: la quasi totale scomparsa del rilievo ha portato ad uno stravolgimento del precedente equilibrio climatico territoriale. Si ha una situazione capovolta: le nubi rimangono dense a bassa quota senza sprigionare acqua determinando, quindi, una zona di aria fredda sopra e un clima caldo-umido a terra. Questi due sistemi montuosi sono gli estremi della sella dove è insediato il nucleo urbano di Bagheria, mentre Monte Catalfano e Capo Zafferano sono gli estremi della lingua di terra denominata Contrada Zafferano; queste sono facilmente leggibili dai punti panoramici di Monte 1 Nel ‘700 così lo descriveva l’Amico :“…si ha nel vertice una torre di guardia, ed è unito all’Alfano o Catalfano…verso le radici è piantato a vigne…” in Dizionario topografico della Sicilia, (trad.da G.Di Marzo)Bologna 1983. 2 [Ancora l’Amico V., op.cit. “Squallido, scosceso, a rupi, a burroni, è sterile il terreno del colle; una via sola può praticarsi nelle parti settentrionali, che lastricate un tempo di pietre quadrate menava alla città di Solunto, lievemente acclive e montuosa elevasi a un miglio verso occidente, piega poi a oriente dove tra vespri e spine si scorgono i ruinati monumenti di una città che fu quale, come avvertii, descriverò accuratamente a suo luogo”.

Anteprima della Tesi di Alessandro Morreale

Anteprima della tesi: Da Mongerbino a S. Elia: progetti per l'istituzione di una riserva orientata, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Alessandro Morreale Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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