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La successione imprenditoriale e lo sviluppo di conoscenza nell'impresa familiare

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Gennaro 7 si rifà solo al secondo criterio quando differenzia imprese familiari e non sulla base “non tanto dell’origine del capitale quanto l’occupazione delle posizioni di controllo dell’impresa”. All’opposto Corbetta e Demattè 8 , considerano solo il primo dei due aspetti: “un’impresa si definisce familiare quando una o poche famiglie, collegate da vincoli di parentela, di affinità o da solide alleanze, detengono una quota del capitale di rischio sufficiente ad assicurare il controllo dell’impresa”. Per le finalità proprie di questo scritto, è importante accogliere una definizione di impresa familiare che tenga conto di tutti e due i criteri sopra evidenziati. Se infatti si accogliesse la definizione data da Corbetta e Demattè, dovremmo includere fra le imprese familiari anche quelle dove nessun membro della famiglia partecipa direttamente alla gestione. L’impresa in questo caso è vista dalla famiglia come semplice occasione di investimento del proprio patrimonio e quindi essa è estranea ai problemi che pone una successione imprenditoriale. Non si pone la questione di educare un giovane familiare all’arte di gestire una azienda, ma solamente la trasmissione giuridica di quote o azioni di proprietà della famiglia. Quest’aspetto non è affrontato in questo lavoro, perché si porrà attenzione sulle tematiche gestionali e non giuridiche di successione nell’organo e nell’attività imprenditoriale. Dopo aver scorso alcune tra le principali posizioni dottrinali, si propone una definizione che sarà utilizzata nel prosieguo dello scritto: un’impresa si definisce familiare quando una quota del capitale di rischio sufficiente a garantire il controllo dell’impresa è posseduta da una o più famiglie e uno o più membri di queste famiglie lavorano all’interno di questa, prestando il loro lavoro direttivo ed eventualmente anche manuale. Da quanto detto si può notare che: o non c’è alcun riferimento alla dimensione dell’attività aziendale, potendo rientrare in questa definizione una grossa 7 P. Gennaro, “Le imprese familiari di grandi dimensioni in Italia”, Sviluppo e Organizzazione, n°87, 1985, in S. Tomaselli, Longevità e Sviluppo delle imprese familiari, Milano, Giuffrè, 1996 8 C. Demattè- G. Corbetta, I processi di transizione delle imprese familiari, Milano, Mediocredito Lombardo, 1993, p. 5 in G. Corbetta, op. cit., 1995, p.20

Anteprima della Tesi di Carlo Scarbolo

Anteprima della tesi: La successione imprenditoriale e lo sviluppo di conoscenza nell'impresa familiare, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Carlo Scarbolo Contatta »

Composta da 208 pagine.

 

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