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Il museo postmoderno tra filosofia e pratica culturale

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6 sviluppare tale ipotesi leggendo nell’emergere di un tale spazio il luogo privilegiato di esercizio dell’ermeneutica. Nell’estetica filosofica vattimiana, il postmoderno segnala innanzitutto la fine di un unico orizzonte condiviso, l’esplosione della pluralità di Weltanschauungen, l’affermarsi di una forma di conoscenza simile all’espressione nietzschiana “sapere di sognare e continuare a sognare” e di una concezione della temporalità non più lineare ed evolutiva. Il museo postmoderno incoraggia un atteggiamento interpretativo perché espone opere d’arte da fruire non secondo un ideale di perfezione formale ma a partire dagli effetti di spaesamento e di shock che generano e che aprono spazi di sviluppo per il dialogo con il fruitore. Secondo Vattimo, nella “condizione postmoderna” del museo l’esperienza estetica è essenzialmente un’esperienza plurale 1 e nell’opera d’arte non si riflette una umanità universale, ma una delle comunità che hanno preso la parola dopo la dissoluzione delle ideologie, degli imperialismi e soprattutto dopo la mediatizzazione della vita sociale. Vattimo ha sostenuto che i mass media hanno contribuito a ridefinire l’esperienza estetica in termini di dialogo con l’opera d’arte perché hanno permesso la moltiplicazione delle voci narranti, reso labile il confine tra realtà e immaginazione estetica e costretto al confronto con culture diverse: alle gerarchie predefinite di valori si è sostituita la molteplicità delle interpretazioni. Il museo postmoderno dopo aver rinunciato ai metaracconti legittimanti e a una lettura univoca degli eventi artistici, non può più essere considerato la cornice o il contenitore a tenuta stagna dell’arte; in opposizione alla conciliazione delle differenze esso permette l’esperienza straniante, lo spaesamento di un’arte che Vattimo, in La società trasparente, ha definito oscillante. L’opera d’arte non splende più come monumentum aere perennius ma mostra la propria temporalità e peribilità: priva dell’aura di una bellezza assoluta essa è sottoposta al confronto delle interpretazioni. L’apertura dell’opera a letture molteplici definisce il museo come il luogo nel quale fare esperienza del carattere eterogeneo che caratterizza l’esistenza postmoderna. Nell’affermarsi di un modello estetico di esistenza e nella determinazione dell’esperienza estetica come esperienza della pluralità, il “frequentatore di musei” rappresenta, secondo Vattimo, la figura paradigmatica della soggettività postmoderna. 1 Cfr G. Vattimo, Oltre l’interpretazione. Il significato dell’ermeneutica per la filosofia, Laterza, Roma, 1994, p. 91
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Il museo postmoderno tra filosofia e pratica culturale

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Pasini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Roberto Salizzoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

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