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Il museo postmoderno tra filosofia e pratica culturale

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10 1. Lo spazio chiuso del museo moderno Il sistema di framing del museo moderno emerge dalle osservazioni di Foucault circa il rapporto di Flaubert e Manet nei confronti, rispettivamente, della biblioteca e del museo. “Gli innovatori del modernismo in letteratura e in pittura, pur rompendo in un certo senso con tutte le convenzioni del passato, dovevano ancora collocarsi da qualche parte storicamente e geograficamente” 2 . Sia la biblioteca sia il museo registravano il passato nell’esibizione organizzata di prodotti, libri o quadri. Gli artisti e gli scrittori modernisti concepivano le loro opere come destinate a questi luoghi, in cui la tradizione non era negata ma valorizzata, proprio per superare i limiti della loro collocazione spaziale e del loro tempo. Il museo e la biblioteca sono, secondo Foucault, eterotopie tipiche del XIX secolo, in quanto luoghi di accumulazione indefinita del tempo secondo la modalità progressiva e aggregativa del moderno, una disposizione degli eventi lungo una linea di perfezionamento, di conciliazione e di Aufhebung. “L’idea di accumulare tutto, l’idea di costituire una sorta di archivio generale, la volontà di racchiudere in un luogo tutti i tempi, tutte le epoche , tutte le forme, tutti i gusti, l’idea di costituire un luogo di tutti i tempi che sia a sua volta fuori dal tempo, e inaccessibile al suo morso [...] ebbene, tutto ciò appartiene alla nostra modernità” 3 . Il museo era, quindi, uno spazio congeniale al movimento modernista perché permetteva agli artisti di confrontarsi con le opere del passato e di “superarle” e agli storici dell’arte la continuità della narrazione sulla base di criteri storico-stilistici. Proprio l’affermarsi della storia dell’arte come disciplina è stato uno degli elementi che hanno determinato la scomparsa del museo bric-à-brac 4 e l’imporsi, al suo posto, della distinzione dei generi e della concorrenza tra le scuole esposte in ordine cronologico – emblematica è, per esempio, la distinzione tra l’arte veneziana e quella fiorentina, l’una arte del colore e l’altra del disegno. 2 D. Harvey, La crisi della modernità, trad. it. di M. Viezzi, Net, Milano, 2002, pp. 332-333 3 M. Foucault, Eterotopia, in AA. VV., Eterotopie e luoghi metropolitani, trad. it. di T. Villani e P. Tripodi, Mimesis, Milano, 1994, p. 18 4 Cfr Y. Bois, Esposizione: estetica della distrazione, spazio della dimostrazione, in “Rivista di estetica”, p. 118

Anteprima della Tesi di Elisa Pasini

Anteprima della tesi: Il museo postmoderno tra filosofia e pratica culturale, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Pasini Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

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