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Mangiare e bere nel Medioevo: valenza sociale, economica, culturale e religiosa del cibo anche attraverso i ricettari

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simbolismo, mi è apparso inane studiarne separatamente gli aspetti materiali da quelli spirituali. L’aspetto più stimolante dello studio dell’alimentazione consiste, invero, nel fatto che in questa sono riconducibili rapporti sociali ed economici, forme di pensiero e gerarchie di valori, che spesso sono evidenti solo in essa e per mezzo di essa. Considerata come un sistema, l’alimentazione, riflette allora una distribuzione degli uomini (chierici/ laici, cristiani/ musulmani, barbari/ romani), dei rapporti sociali (ricco/ povero, nobile/ borghese) e degli alimenti (carne/pesce, vino/birra, olio/burro), in quelle categorie, tanto amate dal Montanari 1, che hanno un valore cosmologico e sociologico. Questa categorizzazione si riflette, a sua volta, in ciò che appare naturale, psicologico e individuale: il gusto, fenomeno fisiologico, psicologico e culturale 2 , il piacere, il disgusto e tutte le categorie sensibili che identificano i cibi e definiscono la loro gerarchia nella coscienza di ognuno. Convinta del fatto, che soltanto interpretata in questa maniera, l’alimentazione dovrebbe permettere di analizzare quel percorso che va dal sociale allo psicologico, ho cercato di cogliere gli aspetti che a me sembravano i più interessanti e li ho isolati, facendone quasi delle parti a se 1 Intendo Massimo Montanari, mio riferimento principale per i primi capitoli, colui che, a detta di Cardini, ha operato nella materia una vera e propria “rivoluzione copernicana”. 2 La definizione citata è di J.L. FLADRIN, Per una storia del gusto in «La cucina e la tavola. Storia di 5000 anni di gastronomia», Roma- Bari, 1987, p. 11.

Anteprima della Tesi di Anna Francesca Pischedda

Anteprima della tesi: Mangiare e bere nel Medioevo: valenza sociale, economica, culturale e religiosa del cibo anche attraverso i ricettari, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Anna Francesca Pischedda Contatta »

Composta da 244 pagine.

 

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