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Mangiare e bere nel Medioevo: valenza sociale, economica, culturale e religiosa del cibo anche attraverso i ricettari

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forte cesura tra questi ricettari e quelli che verranno dopo. Quasi consci di questo, Martino, Platina e altri riportano, per iscritto, tutto lo scibile culinario del periodo, come se a loro fosse spettato il compito di tramandare la nostra vera cucina, prima che a colorarla di rosso arrivasse il pomodoro. Il viaggio tra i ricettari è stato sicuramente il più difficile perché le fonti, a parte quelle dirette, erano tante, sommarie e in contrasto tra loro, ma è stato anche il momento più interessante e più bello. Un percorso all’indietro sulla nostra tradizione alimentare, sui sapori forti, dolci e agri, su un mondo, completamente diverso dal nostro, perché alla fine è questo che si evince. E non potrebbe essere altrimenti dato il periodo in cui viviamo, sempre più scandito da ritmi frenetici di vita, che inevitabilmente condizionano anche il rapporto con un cibo, sempre più spesso consumato nei McDonald’s e quindi saturo di salse al pomodoro e di patate in tutte le salse.

Anteprima della Tesi di Anna Francesca Pischedda

Anteprima della tesi: Mangiare e bere nel Medioevo: valenza sociale, economica, culturale e religiosa del cibo anche attraverso i ricettari, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Anna Francesca Pischedda Contatta »

Composta da 244 pagine.

 

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