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Mangiare e bere nel Medioevo: valenza sociale, economica, culturale e religiosa del cibo anche attraverso i ricettari

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L’incontro tra queste due culture si era già delineato verso la prima metà del III secolo, nel momento in cui nuove forze sociali, nuovi popoli erano emersi nel proscenio dell’Impero, e personaggi di stirpe barbarica erano arrivati a conquistare il trono. Dalla storia sappiamo che una fusione armonica e completa tra queste due culture non avvenne mai. Tuttavia, un certo avvicinamento prese avvio tra il V e il VI secolo e maturò nei successivi, dando inizio a quella civiltà originalissima chiamata “romano-barbarica” 3 . Le diversità, tra queste due civiltà erano tangibili anche per i contemporanei: i barbari si sentivano disorientati dalla ricercatezza e dall’organizzazione romana, a loro volta i romani erano sempre inorriditi davanti agli usi e costumi di queste popolazioni nomadi. La cultura romana non aveva mai mostrato grande entusiasmo per la vita nomade e di conseguenza per la natura incolta: questa anzi era per latini e greci l’antitesi stessa della civiltà 4 .Dal punto di vista produttivo, la cultura romana, trovava il proprio spazio ideale in una campagna organizzata armonicamente attorno alla città. Questo contado era composto da terreni coltivati, chiamati ager, tenuti nettamente distinti 3 Per il profilo storico, cfr. G. LIVET e R. MOUSNIER, Il Medioevo, Roma-Bari, 1993, passim. 4 M. MONTANARI, La fame e l’abbondanza, Roma- Bari, 1993, p. 12.

Anteprima della Tesi di Anna Francesca Pischedda

Anteprima della tesi: Mangiare e bere nel Medioevo: valenza sociale, economica, culturale e religiosa del cibo anche attraverso i ricettari, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Anna Francesca Pischedda Contatta »

Composta da 244 pagine.

 

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