Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Arte in Rete: il sito rhizome.org

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

IL PROBLEMA DELLA DEFINIZIONE DEI TERMINI 4 ~ Carolo Alessio ~ Rotterdam 6 . La particolarità dell’esibizione di Tony Brown consisteva nel fatto di trattare tematiche strettamente attinenti alla cultura digitale senza però far uso di strumentazioni high – tech; per l’autore della mail Jean Gagnon tale mostra poteva dunque trasformarsi in un interessante argomento di discussione per la comunità Rhizome che, ricordiamo, pone la promozione del dibattito critico intorno alla new media art come punto fondamentale del sito web rhizome.org. 7 Mark Tribe risponde a Gagnon con una mail che chiarifica meglio cosa egli intenda per new media art: If the show wasn’t really “new media” (as you seem to suggest 8 ), then it wouldn’t really be an appropriate subject for discussion here. 9 La definizione di Tribe sembra dunque scartare dalla categoria new media i prodotti artistici che trattano temi attinenti alla cultura digitale senza utilizzare i mezzi dello stesso mondo tecnologico. Il giudizio più critico riguardo alla questione “Tony Brown” viene da un altro membro della Rhizome community, Roger Malina, che risponde a Jean Gagnon proponendo un’interessante definizione di new media art. Sebbene Malina giudichi l’esibizione diTony Brown di grande impatto e ben realizzata 10 , ne critica severamente un aspetto fondamentale: This work is a fraud. This work makes inappropriate use of technology. The work could have just as easily been realized using two slide projectors and no connection to the internet (maybe the work really wasn’t connected to the internet?). If a work is going to use new technology, then it must be because the work could not have been successfully realized without that technology. If paint is the right medium, then why use a computer? […] If the electronic arts are going to be contemporary arts, it must be because the new tools provide new ways to deal with the human condition today. Ways of expression that cannot be achieved with previous technologies. 11 6 L’esibizione ebbe luogo presso il Witte de Whith Center for Contemporary Art, succursale della sede principale in cui era ospitato il nucleo maggiore delle opere di ISEA 96. 7 “Rhizome.org is a nonprofit organization that presents new media art to the public, fosters communication and critical dialogue about new media art. […]” http://rhizome.org/info/index.php 8 Jean Gagnon aveva definito nella propria mail l’esibizione di Tony Brown come “an exhibition which was not at all super high – tech or anything, but an exhibition that raised issues concerning certain questions pertaining to our digital culture.”cfr. Jean Gagnon e Roger Malina, Tony Brown and the Fringes of ISEA 96, 3 ottobre 1996, testo archiviato in Rhizome TextBase. 9 Ibidem. 10 “It is displayed with exquisite craftsmanship. The artist’s style dominates over the work. The work is BIG and makes a BIG impression. It is LOUD. Threatening.” Cfr. Ibidem. 11 Ibidem.

Anteprima della Tesi di Alessio Carolo

Anteprima della tesi: Arte in Rete: il sito rhizome.org, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessio Carolo Contatta »

Composta da 239 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2256 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.