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Arte in Rete: il sito rhizome.org

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IL PROBLEMA DELLA DEFINIZIONE DEI TERMINI 5 ~ Carolo Alessio ~ Di nuovo ritorna la questione dell’uso della tecnologia in maniera “significativa”: Tony Brown utilizza mezzi altamente sofisticati quale un collegamento ad Internet che interagisce con l’installazione proiettando immagini dallo schermo lungo le pareti dello spazio espositivo, ma avrebbe potuto benissimo realizzare la propria opera con tecniche più tradizionali, senza l’ausilio di mezzi che vengono giudicati come superflui, incapaci di aggiungere un senso al messaggio che nulla avrebbe perso anche se espresso con tecniche artistiche tradizionali. Possiamo dunque affermare, riallacciandoci alla definizione coniata da Tribe, che nemmeno in questo caso arte e tecnologia combaciano 12 : si escluderà quindi la definizione di new media art o si tenderà a considerare il lavoro come un prodotto new media particolarmente malriuscito? In un’intervista rilasciata da Benjamin Weil allo staff di Rhizome l’allora curatore del sito ada ‘web avvicinava il termine new media art a quei progetti multimediali che non generavano alcun oggetto, ma creavano una esperienza in grado di portare lo spettatore – utente ad avvicinarsi alla realtà da un punto di vista differente. The issue is not so much to produce a consumable object, as it is to create an experience, an interface for the viewser to be confronted to a different understanding of reality 13 . Il conflitto tra le forme più tradizionali d’arte che realizzano opere concrete a differenza della new media art che, nei suoi casi più estremi, vive solo all’interno di mondi virtuali, è molto sentito dalle comunità dei nuovi artisti per un duplice motivo. Da una parte l’immaterialità dei nuovi prodotti artistici, che ricorda le sperimentazioni più ardite degli anni sessanta e settanta, comporta conseguenze nel mercato dell’arte e, conseguentemente nel sistema di produzione delle opere stesse; dall’altro porta all’aumento delle tensioni tra il mondo dell’arte classico, il quale comprende anche il sistema delle gallerie, dei musei e delle riviste specializzate che promuovono l’arte contemporanea, ed il mondo della new media art. La soluzione ultima scelta da Mark Tribe per sbrogliare il nodo della matassa si concretizza definitivamente il gennaio 2002, quando il fondatore di Rhizome decide di includere nel proprio archivio di progetti d’artista una pluralità di artefatti dalla natura differente l’uno dall’altro: 12 Roger Malina coì definisce l’esposizione di Tony Brown: “This is […] 21 st century art in 19 th century clothing. Or maybe rather 19 th century art in 21 st century clothing.” Cfr. ibidem 13 Benjamin Weil, DIGITAL OBJECTS, 16 gennaio 1997, testo archiviato in Rhizome TextBase.

Anteprima della Tesi di Alessio Carolo

Anteprima della tesi: Arte in Rete: il sito rhizome.org, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessio Carolo Contatta »

Composta da 239 pagine.

 

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