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Le relazioni pubbliche come funzione di census management: analisi comparativa di quindici esperienze censuarie

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Tommaso Botto – 2003 Storicamente, nel sito web istituzionale del General Register Office for Scotland si fa menzione di solo quattordici casi di grave violazione dell’obbligo a rispondere con successive condanne penali presso un Procurator Fiscal. Una problematica materiale nella fase di ricerca dei “non collaboratori” si presenta nelle procedure censuarie a distanza, ad esempio in quelle postali, in cui è difficile determinare se la mancata risposta di alcuni sia da attribuire alla volontarietà di non rispondere oppure a disservizi postali. Australia Il sistema normativo australiano attribuisce, sulla base del Census and Statistics Act del 1905 e successivi emendamenti, all’ABS (Australian Bureau of Statistics) il compito di eseguire le rilevazioni periodiche censuarie. Nelle linee generali la legge segue, ereditandone i principi informatori 14 , le caratteristiche statutarie dei similari provvedimenti legislativi britannici. Viene posto l’accento sull’importanza strategica delle attività censuarie in una Nazione ad altissimi tassi d’immigrazione: i continui arrivi di moltitudini di persone appartenenti a differenti gruppi etnici rendevano e rendono quanto mai necessario l’aggiornamento delle statistiche demografiche. Per tale motivazione le previsioni sanzionatorie in caso di violazioni legate all’obbligo di collaborare con i rilevatori determinano pene che vanno dai 50 ai 500 euro per il rifiuto a rispondere e dai 500 ai 1000 euro 15 per coloro i quali forniscono volontariamente informazioni false. In taluni casi gravi, l’ordinamento giuridico prevede, come pena, la detenzione carceraria. Nuova Zelanda La Nuova Zelanda poggia le fondamenta legislative delle rilevazioni statistiche sul Census and Statistics Act del 1910 che, grosso modo, è riassumibile come una sintesi degli statuti britannici ed australiani. L’impianto legislativo dichiara che l’incarico di dette rilevazioni è attribuito allo Statistics New Zealand. L’obbligo a rispondere è previsto solo nei confronti del capofamiglia, il quale deve compilare i questionari anche in riferimento ai propri congiunti, esclusi però eventuali affittuari. Vediamo così che il dettame croato della personalità compilativa viene ribaltato (sarà per gli antipodi?), introducendo una sorta di compilazione su delega obbligatoria. La violazione di tale obbligo viene punita con un’ammenda variabile, a seconda che si tratti di rifiuto o di falsa dichiarazione, tra i 250 e i 1.000 euro 16 . Questa breve analisi comparativa potrebbe essere integrata con le analisi delle peculiarità normative in materia di obbligo di risposta alle rilevazioni statistiche e censuarie di altre Nazioni, quali ad esempio il Brasile, 14 DE VERGOTTINI G., Le transizioni costituzionali, Il Mulino, Bologna, 1998; 15 100, 1.000 e 2.000 dollari australiani. 16 rispettivamente 500 e 2.000 dollari neozelandesi.

Anteprima della Tesi di Tommaso Botto

Anteprima della tesi: Le relazioni pubbliche come funzione di census management: analisi comparativa di quindici esperienze censuarie, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Tommaso Botto Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

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