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Il teatro di Annibale Ruccello: mass media come nuovi attori

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12 consideriamo in qualche modo l’avanguardia degli anni ’80, c’erano due strade: una era quella intrapresa dalla “Nuova Spettacolarità” che portava alle sue estreme conseguenze il discorso su un tipo di teatro di immagine e di suono. La seconda era quella del ritorno alla narrazione. Da qui la giustificazione del termine “drammaturgia”. 16 Riportare la parola a teatro significava quindi una doppia sfida: innestare sulla drammaturgia esperienze sperimentali, tenendo nuove tecniche di scrittura e di costruzione del personaggio; e soprattutto creare un nuovo asse di comunicazione con il pubblico, sempre più ingessato dai rigidi pacchetti di abbonamenti […] dalla notorietà degli attori che rimbalza spesso dai teatri, dalla televisione, dal cinema. 17 Uno dei principali problemi con cui gli autori degli anni Ottanta si sono dovuti confrontare è stato dunque quello della lingua: bisognava ricercarne una che parlasse ai giovani e a un pubblico cresciuto sul linguaggio dei media, con la quale recuperare la tradizione ma anche con cui riuscire a raccontare storie contemporanee. Sono venuti così fuori i “dialettati”, una sorta di piccolo movimento tra i più fervidi del paese, un esiguo gruppetto di scrittori che hanno affrontato tale nodo problematico recuperando lingue minori, in parte perdute ma non del tutto sepolte. 18 16 AnnibaleRuccello. Una drammaturgia sui corpi, cit. 17 Luciana Libero, Introduzione, cit, p. 8. 18 Ivi, p. 8-9. Tra i nomi più importanti la Libero ricorda il siciliano Franco Scaldati, Ugo Chiti, toscano, e naturalmente Moscato, Santanelli e Ruccello, autori del teatro “Dopo Eduardo”, e specifica che quello che ha distinto questi autori da un teatro vernacolare e dialettale sempre esistito, è stato l’uso del dialetto “non come forma di un teatro di tradizione ma come forma e linguaggio di un teatro sperimentale sul piano della scrittura e, per quanto riguarda i riferimenti drammaturgici, di vocazione non solo italiana, ma in generale internazionale” (si pensi ad autori come Thomas Bernhard, il francese Bernard Marie Koltes, il tedesco Heiner Müller, l’inglese Tom Stoppard e gli americani David Mamet, Sam Shepard e Albert Innaurato, tutti autori accumunati dalla medesima ansia di reinvenzione di un linguaggio che esprimesse, inoltre, le contraddizioni e il malessere dei propri paesi).

Anteprima della Tesi di Manuela D'angelo

Anteprima della tesi: Il teatro di Annibale Ruccello: mass media come nuovi attori, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Manuela D'angelo Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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