Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Luz Das Letras - La luce delle lettere digitali per il salto brasiliano al postindustriale

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

2. CREATIVITA’, SVILUPPO NELL’ERA TOYOTISTA 2.1 IL POSTFORDISMO E LA FINE DELLA CRESCITA ILLIMITATA La filosofia “produttivista” elaborata da Taylor ed implementata da Ford era imperniata sul concetto di “crescita”. Il mercato statunitense era caratterizzato da una domanda “illimitata”, soddisfabile grazie ad una nuova organizzazione del lavoro (scientific management) frutto del primato morale accordato alla razionalità tecnica e in grado di aumentare esponenzialmente la produttività. La catena di montaggio ha costituito l’apoteosi dell’economia di scala, ma anche l’emblema della standardizzazione, della burocratizzazione dei processi. La saturazione dei mercati e la relativa cognizione dell’”esauribilità” di spazi e risorse ha rimesso in discussione le visioni sulla crescita e sullo sviluppo convergenti nella razionalità “limitata”, cosciente di operare in un contesto altamente concorrenziale, dalla domanda costantemente variabile per la facilità con cui si arriva a saturarla grazie al progresso tecnico ed organizzativo. La “rivoluzione toyotista” di Taijchi Ohno negli anni Settanta rappresenta il tentativo di ovviare all’estrema turbolenza e concorrenzialità dei mercati attraverso l’imperativo dello “snellimento” e la produzione personalizzata, “cucita” sulle preferenze dei singoli. La lean production sancisce ufficialmente la fine del mito dell’economia di scala e l’inizio della ricerca ossessiva della riduzione dei costi, degli sprechi, azzerando tempi e spazi non produttivi. A tal fine viene invertito il processo produttivo che non può più essere basato sulla “pianificazione strategica fordista” di una domanda dalle dimensioni illimitate, ma che al contrario deve conformarsi alle sue mutevoli dinamiche. Il flusso produttivo, tradizionalmente andante “da monte (pianificazione e “creazione” della domanda in base alle capacità ed alle esigenze aziendali) a valle” (cliente), ora va “da valle a monte”, in poche parole la produzione è variabile e “commissionabile” in base alle richieste momentanee e alle preferenze personali riguardo il prodotto. Durante il processo lavorativo la squadra di produzione riceve l’ordine su di un cartellino, il kanban, e “si attiva” per realizzare il prodotto secondo le preferenze del consumatore che può scegliere su una gamma più o meno vasta di “varianti”. Di conseguenza la forza-lavoro non può essere più eterodiretta in stile catena di montaggio ove tutte le operazioni, procedure erano prestabilite e andavano meramente eseguite senza alcuna discrezionalità, ma al contrario essa deve possedere la capacità di “autonomazione”, flessibilità, auto-organizzazione in quanto deve captare i segnali provenienti dall’ambiente interno-esterno e realizzare un prodotto personalizzato, just in time, nei tempi più brevi possibili e nel modo più efficiente ed efficace, evitando gli sprechi grazie ad una gestione

Anteprima della Tesi di Diego Riccardi

Anteprima della tesi: Luz Das Letras - La luce delle lettere digitali per il salto brasiliano al postindustriale, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Diego Riccardi Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1566 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.