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Luz Das Letras - La luce delle lettere digitali per il salto brasiliano al postindustriale

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2.2 CREATIVOGENICITA’ Nell’era toyotista, dunque, il valore d’uso, tecnologico, funzionale degli oggetti non costituisce più la principale “spinta all’acquisto” per i clienti che invece sono alla ricerca delle evoluzioni, delle “varianti” di essi. Acquista assoluta preminenza la dimensione estetica (forme, colori, suoni etc.), il design, il “sur-plus visuale” 6 delle idee e delle esperienze che riescono ad evocare. Inoltre la rapidità del progresso tecnologico si traduce in una continua evoluzione delle macchine, capaci di sostituire il lavoro umano; l’uomo viene gradualmente liberato dalle mansioni più faticose e ripetitive, facendo emergere il suo monopolio sul lavoro intellettuale e creativo. I sistemi produttivi si modificano, si destrutturano, flessibilizzano; si abbattono le barriere burocratiche; si creano network, reti di relazioni che inseriscono l’individuo in nuovi “gruppi” e associazioni; si rivalutano i rapporti primari, la soggettività; aumenta la disponibilità di tempo libero da impiegare in attività diverse dal lavoro, facendo sorgere così una nuova domanda d’idee e servizi connessi al miglioramento della qualità della vita. 7 Di conseguenza le nuove imprese hanno bisogno di nuove figure professionali e a tal fine devono stimolare quel mix di fantasia e concretezza, chiamato creatività, che caratterizza le attività basate sempre più sull’originalità e l’inventiva degli individui, riabilitandone la sfera emotiva, fatta di passioni, emozioni e sentimenti. Ma come ottenere questo “prezioso” mix? Quali sono di fatto le condizioni “creativogeniche”, i fattori da cui scaturisce? Biologi, neurologi, psicologici hanno definito alcune caratteristiche della genesi individuale creativa, ma studi recenti 8 hanno constatato come dietro a molti casi di risultati eclatanti raggiunti tra il 1850 e il 1950 nel campo scientifico, artistico, ci sia un lavoro, delle dinamiche organizzative prevalentemente collettive, ”di gruppo”. La creatività di gruppo sino a questi studi era stata indagata poco a nulla in quanto era ancora maggiormente diffusa la concezione del creativo come “cervellone” con pochi contatti mondani, chiuso nel suo laboratorio, stanza, studio, al massimo con un assistente o un amico fidato a concepire invenzioni scientifico-artistiche destinate a cambiare i destini del mondo. Le recenti indagini citate tendono a sfatare tale “mito” se si tiene conto che tra i gruppi oggetti d’indagine, tutti europei, si annoverano l’Istituto Pasteur e quello di Francoforte, il circolo di Bloomsbury e quello di Vienna, il team di Enrico Fermi, gli scienziati del “Progetto Manhattan”. 6 M.CANEVACCI, Antropologia della comunicazione visuale, Costa&Nolan, Ancona-Milano 1999. 7 Gruppo Janus, “Ravello tra passato e futuro”, rapporto di ricerca presentato presso la Cattedra di Sociologia del Lavoro del professor D. De Masi, presso l’Università degli Studi “La Sapienza“ di Roma, 2000, pp 41-42 8 D.DE MASI, L’emozione e la regola, Editori LaTerza, Bari 1991.

Anteprima della Tesi di Diego Riccardi

Anteprima della tesi: Luz Das Letras - La luce delle lettere digitali per il salto brasiliano al postindustriale, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Diego Riccardi Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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