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Gli sport estremi. Analisi teorica ed empirica del comportamento del consumatore

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9 1.1 Sport estremi e concetto di rischio: definizioni 1.1.1 Definizione di sport estremo La mitologia cui si richiamano molte forme di attività fisiche e sportive, si cristallizza in alcune parole chiave. Tra queste c’è quella di estremo che corrisponde alla costante esigenza della ricerca del limite. Ma questo limite esiste o no? Dal successo che hanno avuto gli sport estremi in questi ultimi anni si direbbe proprio di sì: i limiti ci sono, ma non sono come una staccionata o un muretto che divide le cose che si possono fare da quelle impossibili; tutti gli sport estremi nascono, vivono e diventano popolari proprio rimanendo in quella terra di nessuno che separa ciò che è umanamente possibile da ciò che non lo è. Andare e venire da questa misteriosa e indefinita terra di nessuno è maledettamente eccitante perché non essendoci confini netti e ben definiti è possibile fare delle cose quasi impossibili, estreme appunto. E proprio questo sembra essere il motore che spinge alcuni di noi ad avvicinarsi agli sport estremi, accostarsi il più possibile al limite, rimanerci in equilibrio sopra, stando attenti a non cadere dalla parte sbagliata. Lo sport estremo sembra consistere, almeno in parte, nello stare sempre sul filo del rasoio. Fin qui la dimensione eroica e metafisica che spesso la comunicazione di massa ci propone di queste attività, ma chi pratica sport estremi e desidera continuare a farlo affronta i rischi dopo averli valutati e preso le opportune contromisure. Sa che proverà paura, ma sa anche che può superarla riducendo il margine di incertezza e - quindi - di rischio effettivo. Stare sul ciglio, ma dietro una barriera protettiva costruita con esperienza, competenza e addestramento consente allo sportivo estremo di gestire il pericolo, o almeno di credere di poterlo fare. È il paradosso della tiger in the cage (Apter, 1992, p.27): affinché si produca l’eccitazione deve esistere la possibilità del pericolo (la tigre), ma anche la convinzione dell'esistenza di una barriera di protezione (la gabbia). Non è possibile vincere la forza di gravità senza mezzi, ma anche con l’aiuto di un paracadute o di un parapendio bisogna poter contare su determinate facoltà, senza le quali l’impresa potrebbe fallire. Per poter impiegare queste capacità nella situazione in cui si trova, chi si dedica a sport estremi deve essere convinto di farcela o, per dirla con parole diverse, l’idea o l’immagine che egli ha di sé deve fargli sembrare possibile il successo dell’impresa.

Anteprima della Tesi di Valentina Montanari

Anteprima della tesi: Gli sport estremi. Analisi teorica ed empirica del comportamento del consumatore, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Valentina Montanari Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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