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Identificazione e controllo non-lineare mediante tecniche di tipo parametrico

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leggi fisiche che governano le dinamiche del sistema), ma che la conoscenza disponibile del sistema sia limitata ad un singolo insieme di misure ingresso/uscita (I/O) {} ~ (), ~ () , ,..., ut yt tN=12 di G (nel resto del lavoro, il simbolo “~” verrà sistematicamente usato per connotare un particolare andamento - una particolare realizzazione, nel caso stocastico - del corrispondente segnale). a4) Salvo contrario avviso (si veda, ad esempio, il Cap.5), si suppone che le coppie I/O {} ~ (), ~ () , ,..., ut yt tN=12 siano il frutto di rilevazioni (esperimenti, misure) ad anello aperto (sistema non controllato). Tale ipotesi non è, peraltro, essenziale, ma riflette semplicemente la prassi comune di rilevamento dei dati ingresso/uscita di un impianto. a5) Sia il sistema “da controllare” G, che il modello di riferimento F 0 verranno, di norma, supposti (salvo ulteriori precisazioni) essere di tipo SISO (Single-Input Single-Output); una approfondita trattazione del caso MIMO (Multi-Input Multi-Output) esula dagli scopi di questo lavoro; alla discussione di tale estensione (ed a quella di alcuni interessanti sottocasi, quali ad esempio, il caso di sistemi MISO e SIMO) è comunque interamente dedicato il paragrafo 2.4 di questo capitolo, ed alcune parti dei capitoli successivi (Cap.4). E’ immediato osservare come le ipotesi fatte possano, a buon diritto, essere considerate “minimali”: esse configurano per il Problema 2.1 (congiuntamente alle Assunzioni 2.1) un contesto assai generale, connotato da requisiti minimi circa la conoscenza del sistema da controllare. In particolare, non è stata fatta alcuna ipotesi sulla struttura interna dei sistemi {G,R,F 0 }. Il che non esclude, ovviamente, che una maggiore conoscenza del sistema sotto controllo possa essere efficacemente utilizzata nello sviluppo dei metodi oggetto di questo lavoro. Il problema generale qui delineato ammette quindi un’ampia gamma di importanti specificazioni connesse a fondamentali caratteristiche (lineare/nonlineare, dinamico/non-dinamico, etc.) dei sistemi coinvolti {G,R,F 0 }. Le difficoltà da superare sono prevalentemente legate alla scarsità di conoscenze sul sistema da controllare; essa difficilmente consente di pervenire a conclusioni certe circa le prestazioni dei controllori progettati. Tali prestazioni non possono che essere l’oggetto di una specifica validazione a posteriori, di natura empirica, ovvero il frutto di una analisi genuinamente teorica, basata però su precise (e, generalmente, non dimostrabili) ipotesi riguardanti il “meccanismo di generazione dei dati”, vale a dire il modello del sistema sotto controllo. In relazione al problema sopra enunciato, le classi di metodi che possono essere adottati per il progetto del controllore R sono essenzialmente due, ovvero: n Metodi di progetto “indiretti”. Questa categoria di metodi prevede la suddivisione del progetto del controllore in due fasi

Anteprima della Tesi di Sergio Matteo Savaresi

Anteprima della tesi: Identificazione e controllo non-lineare mediante tecniche di tipo parametrico, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Sergio Matteo Savaresi Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

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