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Il riconoscimento del reato continuato nella fase esecutiva

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la disposizione in esame, il favor separationis, cui s’ispira il vigente codice di rito, avrebbe potuto, a causa dell’indicato pregiudizio, incidere su posizioni soggettive costituzionalmente presidiate…” ( 5 ) dagli artt. 3 e 24 Cost. Nel vigore del nuovo cod. proc. pen., pertanto, la continuazione, ai sensi dell’art. 671 di detto codice, può anche essere dichiarata in sede esecutiva per cui la possibilità di tale vincolo tra reati oggetto di differenti processi non impone più, nei casi in cui non è possibile la riunione dei processi, la sospensione dell’uno fino alla definitiva conclusione dell’altro, in funzione di accertamento dell’identità del disegno criminoso e della conseguente determinazione dell’unica pena da infliggere per il reato continuato che nel previgente sistema processuale era possibile solo nell’ambito del giudizio relativo ad uno dei predetti reati, né tanto meno giustifica, nell’ipotesi in cui con il ricorso per cassazione sia stata dedotta la continuazione con fatti 5 Cass. 6 novembre 1992, Chirico, in Cass. pen. 1994, 1267; ed in dottrina: CORBI, L’esecuzione nel processo penale, Torino, 1992, p. 296; BASSI, La continuazione criminosa come strumento applicabile dal giudice dell’esecuzione: la nuova veste dell’istituto e le sue implicazioni processuali, in Cass. pen. 1991, 234; D’ASCOLA, Limiti all’applicazione della disciplina del reato continuato nella fase dell’esecuzione, in Riv. it. dir. proc. pen. 1991, 1280; LORUSSO, Procedimento applicativo della disciplina relativa al concorso formale ed al reato continuato in executivis e garanzie giurisdizionali, in Cass. pen. 1994, 2126; POTETTI, Vecchi problemi in tema di reato continuato e nuovo rito penale, ivi 1996, 965.

Anteprima della Tesi di Rolando Santagata

Anteprima della tesi: Il riconoscimento del reato continuato nella fase esecutiva, Pagina 6

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Rolando Santagata Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

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