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Maria Antonietta di Paolo Giacometti. Storia di una drammaturgia

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Con questo non si vogliono negare alcuni meriti alla regia iniziativa e all’opera di quanti la realizzarono. Per quanto riguarda la pratica teatrale appare evidente, dallo studio dei documenti, che la Compagnia Reale Sarda contribuì ad abolire quel malcostume che faceva delle prime donne le divinità assolute della scena, divinità le cui decisioni non potevano essere sottoposte a discussione; come pure, contribuì, mediante il severo controllo della censura, ad abituare gli attori a non modificare il testo per tagliarselo addosso; ma, a questo proposito, si deve pur riconoscere che non furono educati gli attori ad una pratica teatrale dalla quale scaturisse un nuovo rapporto con il testo drammatico, bensì vi fu, come ho detto, un’impostazione della censura tanto che, finita la Compagnia Reale Sarda, gli attori ripresero allegramente a tagliare i testi per consentire un maggiore spazio a personali esibizioni. Sembra anche che l’attore, passata la temperie giacobina, ritorni ai margini della società, ritorni ad essere un oggetto, sia pure oggetto di riguardo da tenere lucido e bene in vista, cioè ben pagato. Infatti dai programmi e progetti del teatro italiano tra il 1796 e il 1805 emerge il nuovo ruolo dell’attore non soltanto nei confronti stessi della società: si vuole che l’attore non smentisca con il suo contegno l’insegnamento che deve dare al pubblico dal palcoscenico, l’attore è il portatore delle idee di libertà e di civiltà. Se questa identità tra la figura dell’attore sul palcoscenico e la sua personalità fuori del teatro può ancora manifestare preoccupazioni di ordine moralistico, è anche vero che, nel quadro delle riforme proposte dai teorici del teatro giacobino, essa appare soprattutto come il riconoscimento della funzione sociale dell’attore, il crollo delle barriere che da secoli separavano l’attore dalla società. Tutto questo scompare nella Compagnia Reale Sarda: l’attore è ancora strumento di divertimento, l’atteggiamento delle pubbliche autorità e degli elaboratori di regolamenti e programmi è, verso di lui, diffidente, paternalistico nei migliori dei casi. I regolamenti per il buon governo della Compagnia illustrano chiaramente sia il merito che va riconosciuto ai reggitori di volere un maggior ordine e disciplina sulla scena, sia l’atteggiamento loro nei confronti degli attori, che sono sottoposti a numerose pene disciplinari ove mai vengano meno ai doveri di decoro e di buona condotta che sono imposti.
Anteprima della tesi: Maria Antonietta di Paolo Giacometti. Storia di una drammaturgia, Pagina 5

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Maria Antonietta di Paolo Giacometti. Storia di una drammaturgia

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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Rizzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Discipline dell'Arte, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Franco Perrelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 191

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