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Le economie di transizione nel passaggio da piano a mercato: il caso della Romania

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17 cosiddetta alla Breznev ha soffocato ogni cambiamento nell�Europa centro orientale. Proprio quest�ultimi rapporti sono quelli che pi� hanno interessato il cammino dei Paesi al centro dell�analisi. Le economie socialiste hanno sempre formulato i loro obiettivi su una crescita di tipo macroeconomica, di tipo sociale, ma hanno finito col fallire a livello microeconomico. La distinzione di due stadi di sviluppo, in un�economia di tipo socialista, ci pu� aiutare a capire meglio queste carenze sistemiche. Il primo stadio corrisponde alla costruzione delle basi per una rapida industrializzazione e alla ricerca di un aumento puro e semplice del volume di produzione; il secondo stadio � l�intensificazione dei processi produttivi e il mantenimento di elevati tassi di crescita attraverso l�aumento della produttivit� del lavoro e del capitale. � questo il percorso evolutivo della Russia e dell�Unione sovietica, diventato poi la base teorica per la politica economica di ogni economia pianificata europea. La rapida industrializzazione, oltre a creare la classe operaia laddove era inesistente o minoritaria, serviva a colmare il gap con le economie gi� sviluppate. Se questa politica � stata per certi versi vincente nel primo stadio, permettendo spesso un grande avvicinamento, in tempi relativamente brevi, nei confronti delle economie occidentali, questa � fallita nella seconda fase di crescita. L�economia di piano, con la sua ingerenza onnivora, con l�obbligo di controllare ogni minimo settore, non ha mai permesso, forse per un semplice problema materiale di tempo e complicatezza del calcolo, di dare una risposta ai bisogni minimi delle persone. Le economie socialiste sono state quindi caratterizzate da un eccesso di domanda aggregata nei confronti dell�offerta e questo squilibrio ha raggiunto i suoi valori pi� critici nel settore dei consumi privati. Il settore dei consumi. Per uno studio del settore dei consumi in un sistema socialista, bisogna tenere presente la distinzione tra consumi privati e sociali. Questa distinzione ha assunto una notevole importanza. Il consumo privato rappresentava i tre quarti del consumo totale ed era costituito da quei beni e servizi che il consumatore acquistava con i propri guadagni e sulla base della propria libert� di scelta. Il consumo sociale comprendeva l�assistenza pubblica all�infanzia, l�istruzione a tutti i livelli, la salute pubblica, le pensioni, gli alloggi, le mense comunali, le villeggiature speciali, i trasporti, i divertimenti e i servizi culturali.

Anteprima della Tesi di Andrea Loi

Anteprima della tesi: Le economie di transizione nel passaggio da piano a mercato: il caso della Romania, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Loi Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

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