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Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche

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15 cuore, gambe, piedi e cosi via, vengono frequentemente usati in senso traslato per riferirsi a “cose,” in base a una somiglianza di forma o a un’analogia di funzione. A proposito di questi usi traslati dei nomi indicanti parti del corpo c’è da notare che uno dei motivi per cui i parlanti non percepiscono tali espressioni come metaforiche o figurate risiede nel fatto che esse sono troppo correnti. Per esempio, quando parliamo di gambe del tavolo, denti del pettine, l’uso dei termini “gambe” e “denti” è sentito piuttosto come letterale, perchè manca un altro termine che sia più specifico o più appropriato per designare gli oggetti in questione. Spesso la metafora “colma i vuoti del vocabolario” (Black 1954, 50). Sono le cosiddette metafore di denominazione (es. “il dente di una montagna” ), che sono passate sotto il nome di catacresi, sorta di metafore necessarie, che perdono il loro statuto figurale una volta che sono state socializzate (si noti come oggi la catacresi indichi piuttosto il processo di cristallizzazione di una metafora). Alcuni teorici hanno infatti ipotizzato delle “mancanze” o “insufficienze” nel lessico di una lingua: quando ciò avviene, quando cioè si deve designare un certo oggetto o nozione per cui non c’è un termine specifico, si ricorre all’uso estensivo di un termine già esistente nella lingua 8 . Metafore in origine, dunque, ma necessarie per riempire una lacuna lessicale, e come tali immediatamente codificate e cristallizzate dall’uso. In ultima analisi esse fanno parte delle cosiddette metafore “spente” o “morte.” In altri casi, invece, è ancora possibile cogliere le metafore al vivo. Questo avviene chiaramente quando esiste un termine più specifico, più preciso con cui è possibile sostituire quello metaforico. Si parla normalmente dei piedi della montagna e anche dei fianchi della montagna, però non è difficile per qualsiasi parlante sostituire alla prima espressione “la base” o “la parte più bassa della montagna” e alla seconda “le pendici” e riscoprire così la metafora. 8 Composti catacretici e metafora sono casi linguistici associati già nelle pertinenti caratterizzazioni di Hermann Paul (1880) a) necessità espressiva rispetto a un deficit locale del patrimonio lessicale, b) caratterizzazione icastica, c) matrice analogica. Ecco che una "gamba del tavolo" nasce per coprire un vuoto terminologico e si serve di una analogia per costruire un sintagma efficace alla caratterizzazione di qualcosa. Si concepirà in questo senso la catacresi non come una metafora avvizzita, ma come un sintagma innovativo che andando a coprire un deficit lessicale non potrà che facilmente cristallizzarsi (è la posizione, come vedremo, di Max Black).

Anteprima della Tesi di Laura Cuozzo

Anteprima della tesi: Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Cuozzo Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

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